Messaggio dei vescovi del Perù per la giornata dell'indipendenza

Cattedrale di Lima
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Messaggio dei vescovi peruviani nel 193esimo anniversario dall’indipendenza. “Le sfide che devono affrontare le nostre autorità e tutti i peruviani – scrivono i presuli - si potranno superare con il reciproco riconoscimento fra tutti i cittadini, lontano da ogni forma di discriminazione; nel rispetto delle nostre sane tradizioni e con l‘impegno sincero per ogni peruviano di tendere all‘onestà, alla trasparenza, alla giustizia e alla pace”.

In un messaggio alla nazione, i membri del comitato permanente della Conferenza episcopale peruviana fanno notare: “E’ nostro dovere sradicare i grandi nemici della libertà: la violenza, la corruzione, la povertà, la disuguaglianza sociale e l’ignoranza”. 

Tante le esortazioni contenute nel messaggio. Perché, scrivono ancora, “si apre per il Perù un futuro promettente che purtroppo è offuscato dalla mancanza di consenso e di unità, perché se sono lasciati in disparte gli autentici e reali interessi della nazione, si trasmette un'immagine e una morale negativa” .

In questo contesto, di fronte alla domanda su cosa succede alla classe politica che causa tanta insoddisfazione tra i peruviani, i vescovi  rispondono che si deve governare con umiltà e amore verso il popolo, essendo la politica una delle forme “più alte di carità al servizio del bene comune”.

I vescovi puntano l’attenzione sulla “battaglia” che il popolo porta avanti “contro l‘egoismo, l‘edonismo e il relativismo che minano la nostra identità di peruviani, distruggono l‘immagine naturale e biblica della famiglia, cellula fondamentale della società; minacciano il matrimonio come sacramento tra un uomo e una donna; e mettono a rischio la vita di peruviani indifesi che sono nel grembo materno. I nostri grandi eroi - proseguono i vescovi peruviani - non erano grandi per un momento isolato di eroismo, ma erano eroi nella vita quotidiana, nel rispondere fedelmente alla propria coscienza, nel difendere i valori inalienabili dell‘uomo”.

Nelle conclusioni, i vescovi del Perù fanno notare che “la ricchezza delle risorse naturali, la bellezza della geografia e soprattutto la qualità dei propri figli rappresentano la più grande delle potenzialità che, se ben guidata, ci permetterà di vedere gioiosamente realizzato il desiderio di superare la povertà, vincere la violenza e camminare sulle vie benedette dalla pace”.

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