Messaggio per la Domenica del Mare. L’isolamento e le difficoltà dei marittimi

Pescatori e mare
Foto: www.chiesacattolica.it
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“La celebrazione della Domenica del Mare ci invita a riconoscere e ad esprimere la nostra gratitudine alla forza lavoro composta da oltre 1 milione e mezzo di marittimi. Grazie al loro duro lavoro e ai loro sacrifici, la nostra vita è più confortevole in quanto essi trasportano, da un Paese all’altro attraverso gli oceani, circa il 90 per cento di ogni tipo di merci”. Oggi si celebra la Domenica del Mare e arriva puntuale il Messaggio di augurio e gratitudine che il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha inviato ai cappellani, ai volontari, agli amici e ai sostenitori dell’Apostolato del Mare per il lavoro che essi svolgono.

In particolare, il Messaggio richiama l’importanza della tutela dei diritti di quanti lavorano in mare, espressi nella Convenzione del Lavoro Marittimo del 2006, e annuncia il XXIV Congresso Mondiale dell’Apostolato del Mare, dedicato alla pesca e ai pescatori, che si terrà a Kaohsiung – Taiwan, nel mese di ottobre 2017.

Sono tante le difficoltà che i marittimi devono affrontare ogni giorno. “Malgrado i grandi progressi raggiunti in campo tecnologico – si legge nel Messaggio a firma del Prefetto, il Cardinale Peter K.A. Turkson - che hanno migliorato la comunicazione tra i marittimi e i loro cari, i lunghi mesi passati lontano dalla famiglia continuano a rappresentare un enorme sacrificio, che spesso si ripercuote negativamente sulla vita familiare. Le madri restano da sole e sono costrette a svolgere molteplici ruoli nell’educazione dei figli che crescono con un padre sempre assente. È importante che nel nostro ministero pastorale prestiamo particolare attenzione alle famiglie dei marittimi favorendo e sostenendo la creazione di gruppi di mogli per aiuto e assistenza reciproca”.

“La nostra funzione – continua ancora il Prefetto nel Messaggio- specialmente durante le visite a bordo, è di cercare di creare una "connessione umana" e di rafforzare la "comunicazione umana" tra i membri dell’equipaggio per evitare la solitudine, l'isolamento e la depressione”.

Inoltre incombe la minaccia del terrorismo. A tal proposito il Messaggio prosegue: “Pur comprendendo da una parte la necessità di rendere i porti un luogo sicuro per le persone e le merci, dall'altra dobbiamo assicurarci che nessuno sia vittima di discriminazioni o che gli sia impedito di scendere a terra a motivo della nazionalità, della razza o della religione”.

Infine l’attenzione è sulla pesca e sui pescatori, che saranno il tema del XXIV Congresso Mondiale che si terrà a Kaohsiung - Taiwan, nel prossimo mese di ottobre.

“Come i marittimi – si legge nel Messaggio - anche i pescatori trascorrono lunghi periodi in mare, spesso a bordo di navi da pesca che non sono in condizioni di navigare. Benché la loro professione sia considerata una delle più pericolose del mondo, i loro salari sono nettamente inferiori rispetto a quelli dei marittimi. Il settore della pesca è afflitto da casi di traffico di esseri umani e di lavoro forzato ed è soggetto alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU)”. 

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