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Musica, teatro, danza anche questo è Meeting 2022 come spiega Otello Cenci

Un programma che si apre con uno spettacolo ispirato da Chesterton

 | Meeting22
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La musica, il teatro, la danza, il cinema e tutti i vari linguaggi espressivi hanno il grande potere di mettere le persone in dialogo, provocando le domande più vere di ogni uomo. Per questo il Meeting da sempre ha in cartellone gli spettacoli, per il richiamo potente che la bellezza ha verso il cuore dell’uomo.

La 43^ edizione del Meeting dell’Amicizia tra i popoli, intitolata ‘Una passione per l’uomo’, propone un manifesto che mette al centro l’uomo in una realtà difficile da decifrare, perché la sfida di come si fa a vivere tocca tutti e il coraggio di mettersi in gioco, la necessità di costruire relazioni autentiche, sono gli elementi decisivi per non soccombere.. 

Inaugura quest’edizione una nuova produzione teatrale dal titolo ‘Liberi tutti!’, ispirata ad uno dei preziosi testi teatrali di G.K. Chesterton, ‘La Sorpresa’, seguita da un ricco programma di spettacoli in svolgimento fino al 25 agosto al Teatro Galli e alla Corte degli Agostiniani.

Ed è proprio la sua prima messa in scena italiana la ‘sorpresa’ del Meeting per l’amicizia fra i popoli che inaugura il suo programma di spettacoli sabato 20 agosto al Teatro Galli di Rimini con la rappresentazione di ‘Liberi tutti!’, una produzione originale scritta da Otello Cenci e Giampiero Pizzol ispirata al lavoro di Chesterton.

Ad Otello Cenci, direttore artistico della sezione spettacoli del Meeting, abbiamo chiesto di raccontare il motivo per cui lo spettacolo inaugurale del Meeting è ispirato da Chesterton: “G.K. Chesterton è uno degli autori inglesi più prolifici e interessanti del 900: romanziere, saggista, drammaturgo e giornalista, fu un uomo di cultura a tutto tondo. Pur essendo stato un personaggio pubblico assai noto in vita, oggi è per lo più dimenticato, eccezion fatta forse per la sua opera ‘Padre Brown’, ancora nella memoria di molti italiani. Il suo sguardo originale e stupito sulla quotidianità, gli permisero di gettare nuova luce su temi importanti, attraverso l’uso magistrale del paradosso e dell’ironia sempre permeata di leggerezza infantile. Trattando il tema della ‘Passione per l’uomo’ ci siamo imbattuti in un suo testo meno frequentato, scritto appositamente per il teatro e mai rappresentato prima in Italia. La trama parla di un burattinaio che desidera per i suoi pupazzi il miracolo di vederli essere e non solo di agire autonomamente. Credo che questo di sentimento sia la cosa più esemplificativa del titolo di quest’anno del Meeting di Rimini. Al progetto  ha partecipato anche il Teatro di Brescia e il Chesterton Institute di New York, con cui esiste un rapporto di stima e amicizia maturato negli anni”. 

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Eppoi il Meeting racconta la storia di p. Merella: da cosa è stato affascinato da questo sacerdote?

“Padre Olinto Marella è un sacerdote veneto, nato a Pellestrina il 14 giugno 1882, sospeso ‘a divinis’ da giovanissimo, per aver ospitato a casa sua l’amico Romolo Murri ‘scomunicato’. Nonostante questa prova durissima, p. Marella non ha mai cessato di operare il bene, la sua fede non si è seccata e non si è mai posto in opposizione alla Chiesa. Studiando la sua storia per la scrittura della sceneggiatura, siamo rimasti stupiti dalla ricchezza di vita, dalla quantità di rapporti e di opere che quest’uomo è riuscito a realizzare. La città dei ragazzi attraverso la quale migliaia di giovani sono stati salvati dalla fame e dall’abbandono è solo un esempio di quello che ha compiuto in condizioni personali e storiche assai difficili. Il 4 ottobre 2020, a Bologna, p. Marella è stato beatificato. Credo che p. Marella testimoni al meglio la possibilità di un compimento umano e la fecondità di opere sociali che la vera fede rende possibili in qualsiasi realtà”.

Il titolo di questa edizione del Meeting è tratto da una frase di mons. Giussani: artisticamente quale è la sua attualità?

“Giussani aveva una passione smisurata per tutto ciò che rappresenta l’espressività umana, perchè segno autentico delle domande e, in ultimo grado, del cuore dell’uomo. Per questo motivo è stato in grado di cogliere e valorizzare degli aspetti assolutamente unici in opere e autori così diversi tra loro per stile e tradizione. I suoi testi contengono sempre esempi riferiti alla letteratura, al teatro, alla musica classica e alla pittura. La sua grande umanità gli donava una sensibilità più vibrante in grado di accostarlo in modo più autentico all’arte. Al Meeting ci saranno due appuntamenti di guida all’ascolto con Spirto Gentil, una collana di musica classica da lui fondata. Ma non solo, una serata è dedicata ai brani musicali del cantautore forlivese Claudio Chieffo, che, come altri ‘figli’ di Giussani maturarono umanamente e creativamente grazie alla sensibilità di don Luigi Giussani. Uno sguardo di questo tipo non è certo relegato ad un determinato periodo storico, ma attraversa il tempo e i luoghi”.

Durante il meeting si svolge il ‘Meeting Music Contest’: quale è la qualità dei giovani cantautori italiani?

“Il Meeting Music Contest giunge quest’anno alla seconda edizione e siamo molto contenti perchè sono già oltre 250 i giovani che si sono coinvolti con questo progetto. L’idea è nata per offrire un’occasione di confronto e possibile sviluppo di una personale passione, in un momento in cui la pandemia teneva sotto scacco in maniera più ferrea le giornate di tutti noi. La possibilità di ascolto della musica è divenuto nel tempo più facile e popolare per tutti. Allo stesso tempo il rischio che l’ascolto sia più superficiale e dettato dal main stream è reale. Nonostante questo la qualità riscontrata tra le proposte pervenute è alta e vi sono anche delle perle che brillano per originalità. I giurati che ci accompagnano nella valutazione dei ragazzi, ci aiuteranno a selezionare il giovane con maggiori qualità e offrirgli, grazie ai tanti partner coinvolti, l’opportunità di cimentarsi professionalmente nella realizzazione di un nuovo brano, supportato da uno studio di registrazione, un ufficio stampa, radio ed esperti del settore”.

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La serata conclusiva del Meeting dell’Amicizia tra i popoli dedica un omaggio a Claudio Chieffo: quale è il sentimento del popolo ciellino per il cantautore?

“Le canzoni di Claudio Chieffo fanno da sempre, parte della vita del movimento, accompagnando le celebrazioni, piuttosto che animando i momenti di festa, oppure scaldando i cuori attorno ad un tavolo durante le serate tra amici. Quindi sono divenute, come sempre accade, di proprietà di chi le canta e le sente sue. Di questo gli autori non sono mai troppo felici e infatti tendono durante i concerti a fare variazioni per riaffermare amabilmente, la loro paternità sull’opera. Claudio ha riportato in musica le sue esperienze, le sue difficoltà, i suoi innamoramenti, in sintesi la sua vita;  quindi è assolutamente condivisibile una certa gelosia. Ho avuto il piacere di collaborare a tre concerti di Claudio al Meeting di Rimini e in tutti e tre i casi sono rimasto stupito dalla forza con cui proponeva i suoi brani, dalla virilità con cui interpretava anche i pezzi più intimi e personali. Credo questa energia e ‘spavalderia’ derivassero non solo da indole personale, ma anche da una certa esperienza di fede che ha segnato tutta la sua vita. Il concerto del 25 agosto sarà l’occasione per riascoltare i suoi brani e cantarli insieme a Benedetto e Martino Chieffo, per scoprirli in una nuova veste grazie alle interpretazioni di Omar Pedrini, Mirna Kassis, Giacomo Lariccia e Marketa Irglova e di ascoltarli per la prima volta per tutti quelli che non avessero mai avuto occasione”.