Myanmar, a quasi un anno dal golpe, quasi 100 edifici religiosi distrutti

La situazione in Myanmar continua ad essere problematica. Ecco quali sono gli edifici religiosi distrutti più importanti

Una delle chiese attaccate in Myanmar
Foto: Vatican News
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Sono 97 gli edifici religiosi danneggiati e distrutti in Myanmar in due regioni e due Stati a più di un anno dal golpe militare che ha preso il controllo dal governo eletto e portato la nazione nel caos e nella violenza.

Gli edifici includono 15 monasteri buddisti nella regione Sagaing, cinque monasteri buddisti e una chiesa cristiana nelle regione Magway, 62 chiese cristiane nello Stato di Chin e 13 chiese cristiane e una moschea nello Stato Kaya.

A Kaya, in particolare la chiesa cattolica di Nostra Signora della Pace della parrocchia di Dongankha, nella diocesi di Loikaw, è stata intenzionalmente attaccata dall'esercito birmano e gravemente danneggiata.

In alcuni casi, gli edifici sono stati completamente rasi al suolo, colpendo i locali che avevano trovato rifugio lì.

A Sagaing, i residenti hanno denunciato i roghi appiccati a diversi monasteri buddisti e chiese cristiane, rendendoli luoghi insicuri per i locali che, all’arrivo dell’esercito, trovavano rifugio negli edifici religiosi proprio perché considerai sicuri.

In particolare, lo Stato di Chin, nella parte Ovest del Myanmar, a maggioranza cristiana, ha visto la distruzione di 62 strutture religiose distrutte. Di queste, 22 sono state bruciate completamente, e altre 20 buttate giù da colpi di artiglieria.

Gli attacchi alle chiese sono avvenuti, in alcuni casi, anche in assenza di conflitti armati nelle vicinanze. Lo stesso è successo nello Stato di Kaya, nonostante il generale Zaw Min Tun, portavoce del regime militare, abbia negato che le forze armate abbiamo preso di mira edifici religiosi, ma che piuttosto “ci sono stati casi di raid quando abbiamo ricevuto credibili informazioni che i terroristi si nascondevano negli edifici”. In caso di danneggiamento accidentale, ha aggiunto, i militari si sono uniti ai soccorsi e hanno aiutato a riparlarli.

Tra le chiese colpite, la chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel villaggio di South Kayanthayar, colpita da artiglieria che ha distrutto la parte sinistra della chiesa, facendo 4 morti e molti feriti; la Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù, nella diocesi di Phekhon; la Chiesa cattolica di San Giuseppe, parrocchia di Demoso; la chiesa di Nostra Signora di Lourdes, nella parrocchia di Domyalay, chiesa di nuova costruzione e non ancora inaugurata; va aggiunto, poi, il raid nel Seminario Maggiore Intermedio (dove si trovano 1.300 profughi) con l'uccisione di un volontario.

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