Natale 2020, il presepe a San Pietro arriva da Teramo, l’albero dalla Slovenia

Il governatorato dello Stato di Città del Vaticano ha annunciato come sarà decorata piazza San Pietro in occasione del Natale 2020

Dettaglio del Presepe Monumentale di Castelli che sarà esposto in piazza San Pietro
Foto: youtube
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Ci sarà un presepe monumentale, prodotto dalla provincia di Teramo, in ceramica, a stagliare nel centro di piazza San Pietro durante le festività natalizie. E, a fianco, come di consueto, un albero di Natale, che arriverà quest’anno dalla Slovenia Sudorientale, e si staglierà per 28 metri di altezza. Il governatorato dello Stato di Città del Vaticano ha reso noto chi sarà quest’anno a decorare piazza San Pietro per le festività natalizie.

Non si sa ancora come saranno le celebrazioni natalizie, e si sa solo con certezza che non ci saranno ambasciatori accreditati presso la Santa Sede alle celebrazioni natalizie del Papa. Si pensa, piuttosto, a celebrazioni con un numero ristretto di fedeli, ma sarà tutto da vedere. La certezza, però, resta la decorazione di piazza San Pietro.

Spiega il Governatorato dello Stato di Città del Vaticano che “quest'anno ancor di più del solito, l'allestimento del tradizionale spazio dedicato al Natale in Piazza San Pietro vuole essere un segno di speranza e di fiducia per il mondo intero. Vuole esprimere la certezza che Gesù viene in mezzo al suo popolo per salvarlo e consolarlo. Un messaggio importate in questo tempo difficile a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19”.

Presepe ed albero saranno inaugurati l’11 dicembre. Una cerimonia in tono minore, che seguirà le norme anti-Covid, e che vedrà comunque la presenza del Cardinale Giuseppe Bertello, e dal Vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. In mattinata, le delegazioni di Castelli e di Kočevje saranno ricevute in udienza da Papa Francesco per la presentazione ufficiale dei doni.

Castelli, in provincia di Teramo, è un luogo rinomato per la sua produzione di ceramiche dal XVI secolo. Il suo Presepe Monumentale che sarà installato a piazza San Pietro è formato da statue di ceramica a grandezza maggiore di quella naturale, ed è considerato un simbolo culturale dell’Abruzzo. L’opera è stata realizzata dagli alunni e dai docenti dell’Istituto d’arte “F.A. Grue”, attuale liceo artistico statale per il design, che, nel decennio 1965-1975, dedicò l'attività didattica al tema natalizio.

La collezione è composta da 54 statue, ma solo alcune saranno esposte in piazza san Pietro, collocate a fianco ad una pedana luminosa di circa 125 metri quadrati che circonda in leggera pendenza parte dell’obelisco.

Le sculture rappresentano i Magi, l’angelo con le ali aperte e sotto di lui Gesù, Maria e Giuseppe.

Secondo il governatorato, il Presepe presenta “forti richiami alla storia dell’arte antica, dell’arte greca, di quella sumerica, e di quella egizia”, ma anche all’arte della ceramica locale. Il Presepe fu esposto per la prima volta a Castelli nel 1965, e poi nel 1970 ai mercati di Traiano a Roma, ma anche a Gerusalemme, Betlemme e Tel Aviv.

L’abete rosso viene invece da Kočevje, città sul fiume Rinža, che si trova in un territorio al 90 per cento ricoperto di foreste. L’abete che arriverà a San Pietro è cresciuto a 6 chilometri in linea d'aria dall'imponente foresta vergine Krokar, uno dei 63 siti delle faggete primordiali della lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

L’abete è un peccio, tipologia che rappresenta il 30 per cento delle risorse forestali slovene.

L’albero ed il Presepe rimarranno esposti fino alla conclusione del Tempo di Natale, che coincide con la festa del Battesimo del Signore, domenica 10 gennaio 2021.

La tradizione del presepe in piazza San Pietro è iniziata nel 1982, quando San Giovanni Paolo II volle l’allestimento di fronte l’obelisco, facendo così entrare le tradizioni popolari nella più popolare piazza del mondo. Prima, solo gli ambienti interni vaticani avevano tradizioni natalizie.

L’abete natalizio è stato introdotto per la sua simbologia, che rimanda a Cristo, il sempreverde che non muore, e nasce nel mondo germanico, nel Medioevo. Era in quel tempo che il 24 dicembre si allestivano drammi teatrali religiosi sulla storia di Adamo ed Eva, ricreando la scenografia del Paradiso con abeti decorati da mele rosse. In seguito questi alberi si arricchirono di cibo e candele, sostituite nell’Ottocento da palline in vetro soffiato.

L’albero di Natale del 1982 fu acquistato dal Vaticano ai Castelli Romani. Misurava 14 metri, e fu poi reimpiantato nei giardini vaticani. Dall’anno seguente, molte regioni hanno voluto offrire l’albero. Alcuni erano altissimi: 33 metri era alto l’albero donato dall’Austria nel 2000, mentre nel 2006 un abete di 34 metri arrivò dalla Calabria. Italia ed Austria vantano il maggior numero di abeti offerti.

Nel 1996 l’abete aveva 76 anni: la stessa età di Giovanni Paolo II, tanto che il Cardinale Castillo Lara, allora governatore dello Stato di Città del Vaticano, commentò:” Sono cresciuti insieme e si ritrovano nel cuore del mondo”.

Vengono sempre scelti abeti anziani, la cui eliminazioni favorisce alberi vicini. Dopo lo smontaggio il legno viene recuperato per farne oggetti venduti a scopi benefici.

Come noto, è stato invece San Francesco d’Assisi a dare inizio alla tradizione del Presepe – tradizione che Papa Francesco ha voluto omaggiare quest’anno con una lettera apostolica, la "Admirabile Signum".

I presepi di piazza San Pietro (disegnati da personale qualificato del Vaticano) sotto Giovanni Paolo II si sono ispirati alla classica capanna con tetto a falde, mentre con Benedetto XVI si sono arricchiti di personaggi e attività. Con Papa Francesco, ci sono stati anche presepi più particolari, come quello di sabbia nel 2018.

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