Nel ricordo di Don Orione al servizio di chi ha bisogno di sostegno spirituale

Una lettera alla famiglia orionina per gli 80 anni della morte di Don Orione

Don Orione
Foto: donorione-venezia.it
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In occasione dell’80° anniversario della morte di San Luigi Orione, 12 marzo 1940, il direttore generale della Piccola Opera della Divina Provvidenza Padre TARCISIO GREGORIO VIEIRA ha scritto a tutta la Famiglia carismatica orionina presente in 29 nazioni del mondo: “Il 12 marzo ricorre l’80° anniversario del “dies natalis” di San Luigi Orione, una ricorrenza che verrà celebrata, come di solito, dalla Famiglia Orionina in tutto il mondo. Tuttavia, nei luoghi particolarmente significativi di questa commemorazione, Sanremo e Tortona, gli eventi programmati sono stati cancellati e non si potranno fare cerimonie pubbliche”.

“Il motivo – aggiunge Don Vieira - è particolarmente noto a tutti e si tratta delle vicende connesse all’epidemia coronavirus che sta colpendo, in maggior o minore intensità, tutto il mondo. Qui in Italia, la situazione ha raggiunto un livello tale da far sì che il governo prendesse misure restrittive circa movimenti, celebrazioni, incontri, mettendo così a dura prova anche le nostre strutture e il nostro apostolato”.

“Quanti di voi sono in questa situazione – aggiunge – ci sentano vicini e solidali. Sappiamo che state vivendo con coraggio e intraprendenza per far sì che si possa affrontare l’emergenza in un modo nobile, generoso e dignitoso. Invitiamo anche tutti i confratelli a sentirsi loro vicini con le preghiere e il pensiero.

Don Orione – continua - ci ha abituati a rispondere ai momenti di crisi o di emergenza con un accrescimento di generosità, proponendoci la misura alta della carità. “Oh! Quanto bene si può fare – scriveva - col vivere e far risplendere in noi la carità di Gesù Cristo!” Noi, allora, prendiamo spunto dal nostro Fondatore per invitarvi a far nostro il suo spirito”.

“In tutto il mondo orionino e, in particolare, nel territorio italiano, - spiega Don Vieira -fate uso della vostra creatività pastorale per rendere, specialmente la giornata del 12 marzo, feconda di bene e di solidarietà.

“Per l’Italia – prosegue - le regole imposteci e la prudenza umana ci raccomandano di evitare contatti, visite agli ammalati e agli anziani. Allora pensiamo ad altri modi per renderci il più possibile presenti a loro o via telefono, o via social, o come state già facendo, trasmettendo per radio o in streaming le celebrazioni. È importante che non si sentano abbandonati o dimenticati o che si trovino in difficoltà per la mancanza di genere di prime necessità. Organizziamo il volontariato nel modo possibile e conforme alle disposizioni delle autorità”.

“Facciamo – conclude il Direttore generale - rivivere in noi quello spirito di Don Orione pronto ad accorrere per portare soccorso a chi era colpito da grandi calamità (terremoto Marsica e Reggio Calabria), quella sua disponibilità per imprese grandiose.

Ricordiamo che, durante la Prima guerra mondiale, forse in occasione del terribile flagello dell’influenza chiamata ‘spagnola’, essendo venuto a mancare il cappellano di un ospedale per l’isolamento degli ammalati (lazzaretto), Don Orione scrisse al responsabile di quell’ospedale:

Prego Vostra Signoria un favore: permettermi di assumere la cura spirituale del Lazzaretto (...). Occorrendo, io passerò là la notte e il giorno” (Scritti 68, 36). Forse non ci sarà permesso un tale sacrificio e generosità. Ma, “Sentiamo il grido angoscioso di tanti nostri fratelli che soffrono, sentiamo il grido delle anime che anelano a Cristo. E che la carità, o fratelli, ci edifichi e unifichi in Cristo, quella carità che non s’arresta, che non vede barriere, che è onnipossente e trionfatrice di tutte le cose.

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