Nell’anno dei 700 dalla morte di Dante la cultura digitale avvicina i più giovani

Un esperimento che coinvolge anche i disabili

I ragazzi al lavoro
Foto: Istituto Tecnico Gioacchino Russo di Paternò
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All’Istituto Tecnico Gioacchino Russo di Paternò, in provincia di Catania, il professore di lettere , Alessandro Suizzo, è riuscito ad appassionare i suoi studenti alla Divina Commedia di Dante Alighieri, programmando un viaggio nel poema tramite tablet e robot e con un lavoro di gruppo, tutti insieme seduti fianco a fianco.

Il progetto è nato dalla necessità di accendere tale scintilla per lo studio della Divina Commedia. A rendere prezioso il lavoro svolto dagli alunni, il coinvolgimento attivo di due studenti con disabilità.

Al professore chiediamo di spiegarci come è nato questo ‘esperimento’ sulla Divina Commedia: “Questa fusione tra tékne e poìesis, tra tecnologia e creatività, questo esperimento, come lo chiama lei, di coding, realtà aumentata e letteratura è nato dalla necessità di interessare allo studio della Divina Commedia i miei studenti. In genere si dimostravano annoiati e con scarsa motivazione per un’opera che non sentivano vicina, non solo per il linguaggio ma anche per i contenuti e per il modo in cui i testi scolastici ne affrontano lo studio. 

Attraverso questi strumenti in quale modo si possono coinvolgere gli studenti con handicap?

“L’iPad è un device già pronto per l’accessibilità e l’inclusione, ha già all’interno più di 100 funzioni che permettono a chiunque, con qualunque disabilità, dai DSA ai non vedenti, agli studenti con gravi disabilità motorie, di studiare, creare e collaborare. Così è stato per i progetti sulla Divina Commedia. 

Quale sarà il ruolo dell’insegnante?

“Non quale sarà, ma quale è già adesso. Credo che l’insegnante, ieri come oggi, debba suscitare curiosità nei propri studenti e guidarli in un processo di graduale autonomia. La didattica, nella sua etimologia più antica, per me è la magia del mostrare, indicare agli studenti una via per capire il mondo che li circonda, per sapersi orientare in una società sempre più complessa e in un mondo che ha bisogno sempre di più di responsabilità e sostenibilità. E solo noi docenti possiamo creare quella particolare magia nelle nostre classi, una speciale alchimia. Per creare tale alchimia, oggi, anche strumenti digitali come l’iPad danno un grande contributo e un supporto essenziale, anche per colmare in parte quel gap generazionale tra noi e i nostri studenti”.

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