"Nessuno escluso". Le Acli "aperte" al territorio

Il manifesto della campagna ACLI
Foto: ACLI
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“Nessuno escluso”: si intitola così la Campagna nazionale Acli che parte domani con la giornata dei Circoli. Sarà un modo, spiegano dall’Associazione, “per incontrare, ascoltare e coinvolgere i soci, i cittadini e le comunità locali” attraverso circoli aperti e stand nelle piazze per promuovere attività e presentare proposte politiche per affrontare e contrastare insieme la crisi.

Il tema pressante “è la lotta alle diseguaglianze e alla povertà, come presupposto per imboccare la via dell'uscita dalla crisi”, spiega il presidente nazionale Gianni Bottalico.  “Manca poco all'incontro del 23 maggio prossimo con Papa Francesco per i settant'anni delle Acli: vogliamo ribadire il nostro impegno per un nuovo welfare e proponiamo il Reddito di inclusione sociale per i sei milioni di nostri concittadini in povertà assoluta “.

Le proposte delle Acli, insieme alle attività, i progetti e ai servizi con i quali quotidianamente sul territorio i cittadini vengono aiutati a tutelare ed organizzare i propri diritti, verranno riprese anche in materiali e volantini che saranno distribuiti nelle diverse iniziative. L’iniziativa coinvolgerà trecento tra Circoli, Servizi ed Associazioni specifiche in cinquanta province.

“Proponiamo di affrontare con maggiore efficacia – afferma Stefano Tassinari, vice presidente nazionale delle Acli - la fortissima crescita delle diseguaglianze che fa sì che anche nella crisi pochi si arricchiscano e molti facciano sempre più fatica. Se, fatte le dovute proporzioni, perfino Lionel Messi, calciatore campione del Barcellona, più volte pallone d'oro, guadagna come minimo 10 o 12 volte quello che guadagnava 28 anni fa Maradona (che viene considerato il migliore di tutti i tempi), mentre un magazziniere guadagna oggi di fatto meno e ha meno diritti e tutele di allora, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Senza parlare dei bambini schiavi che nel mondo lavorano nelle filiere dell'abbigliamento sportivo. Vuol dire che in tutti i settori economici, anche in quelli in crescita, sempre più pochi si arricchiscono sulla fatica e l'incertezza di tanti”.

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