Ordine di Malta, la diplomazia della solidarietà proiettata anche verso la GMG

Fra' Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguineto, Gran Maestro dell'Ordine di Malta, tiene il discorso di inizio anno al Corpo Diplomatico accreditato presso lo SMOM, 8 gennaio 2018
Foto: AG / ACI Group
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Ci saranno 120 volontari dell’Ordine di Malta provenienti da Italia, Francia e Germania inviati per la Giornata Mondiale della Gioventù di Panama. Lo annuncia il Fra’ Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguineto, Gran Maestro dell’Ordine di Malta, nel discorso di inizio anno al Corpo Diplomatico.

Come da tradizione, l’Ordine di Malta incontra il corpo diplomatico il giorno dopo il tradizionale discorso di inizio anno del Papa. Stato senza territorio, la rete della solidarietà del Sovrano Militare Ordine di Malta si appoggia su relazioni diplomatiche con 108 Stati (quest’anno si è aggiunta la Repubblica di Nauru, nell’Oceano Pacifico) e una serie di incontri diplomatici di alto livello che quest’anno hanno portato presso la Villa Magistrale dell’Ordine il presidente di Capo Verde, il presidente del Benin, il presidente di Montenegro, il primo ministro della Romania. Ma c’è stata anche una visita di Stato del Gran Maestro in Camerun, e a dicembre il Gran Maestro ha ricevuto “il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas. Un incontro importante nel corso del quale il presidente ha ribadito il suo apprezzamento per la nostra azione”.

Il discorso di Fra’ Dalla Torre fa un punto globale di questa diplomazia della solidarietà dell’Ordine. E il centro del discorso è sicuramente l’impegno per i migranti, e in particolare l’impegno che l’Ordine ha messo in campo nei negoziati per gli Accordi Globali ONU su migranti e rifugiati. L’Ordine di Malta ha nominato lo scorso anno due cosiddetti Ambassadors at large per monitorare e combattere il traffico di esseri umani, con sede a Ginevra e a Lagos, in Nigeria, lì dove operano anche le organizzazioni internazionali, e proprio a Lagos ha aperto un centro di assistenza per donne vittime di traffico.

In fondo, il Gran Maestro Dalla Torre sottolinea “che mai come ora abbiamo bisogno di affinare i nostri strumenti di dialogo. Le guerre e i conflitti cui assistiamo, l’aumento delle correnti populiste e xenofobe, i tentativi di disseminare informazioni false per diffondere paure e timori, devono ricordarci di quanto il ruolo della diplomazia sia fondamentale per garantire un terreno di dialogo e di credibilità nelle relazioni bilaterali e multilaterali”.

L’Ordine sostiene il Global Compact, perché – spiega il Gran Maestro – “siamo convinti infatti che se vogliamo governare e rendere sostenibili le migrazioni, un fenomeno globale e irreversibile, il ‘global compact’ è lo strumento più efficace di cui disponiamo. Nessun paese né in Europa né nel mondo può agire da solo per gestire questo fenomeno con efficacia. Dispiace che alcuni Stati abbiano deciso di ritirare il loro appoggio”.

Uno sguardo speciale è dato al Mediterraneo, dove “si consuma una delle peggiori tragedie dei nostri tempi”, dato che sono 2 mila le persone morte in mare, mentre “solo nel settembre del 2018, il 20 per cento di chi è partito dalla Libia risulta morto o disperso, in altre parole 2 persone su 10 non ce l’hanno fatta (secondo i dati dell’Istituto degli studi di Politica Internazionale)”. L’Ordine di Malta dà soccorso a questi migranti con infermieri e medici del Corpo Italiano di Soccorso imbarcati su navi italiane grazie ad un accordo con l’Italia che risale al 2008.

Lo scenario internazionale è descritto come critico dal Gran Maestro: ci sono 36 conflitti e guerre nel mondo, 16 sono le missioni di pace delle Nazioni Unite, alcune in piedi da settant’anni (quella per il Medio Oriente è iniziata nel 1948, quella per il conflitto tra India e Pakistan è iniziata nel 1949), e “le previsioni per il 2019 sono assai preoccupanti”, perché “i conflitti stanno portando i bisogni umanitari a livelli critici”, specialmente in zone dove i conflitti imperversano da anni come la Siria, la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan, ma anche lo Yemen.

Cosa fa l’Ordine di Malta nel mondo? Fra’ Dalla Torre fa una panoramica di ogni continente.

In Medio Oriente, il Malteser, l’agenzia internazionale di soccorso dell’Ordine, sta ricostruendo case e scuole nella Piana di Ninive, in Iraq, per “agevolare il percorso di ritorno e reintegrazione delle comunità di sfollati”. In Libano, dove la popolazione è aumentata del 25 per cento a causa dell’afflusso di migranti e rifugiati arrivati dalla Siria a causa della Guerra, “l'associazione nazionale dell'Ordine di Malta, che gestisce dieci centri medici, quattro cliniche mobili oltre a molti programmi di assistenza per giovani disabili, insieme al Malteser International sta lavorando per migliorare l'assistenza sanitaria nelle regioni più vulnerabili del paese”, mentre “in Turchia un ospedale situato al confine siriano continua a garantire accesso immediato a cure mediche per gli sfollati in fuga dalla guerra”.

Detto della visita di Mahmoud Abbas al Gran Magistero, il Gran Maestro sottolinea anche l’impegno in Terrasanta, e ricordato che “nell’ottica di far avanzare il dialogo tra le parti, l’Ordine di Malta ha anche agevolato di recente un incontro tra figure religiose musulmane e israeliane. In un contesto neutrale e riservato, le parti hanno avviato una profonda riflessione sulla possibilità di un dialogo costruttivo su valori comuni”.

In Africa, dove l’Ordine “opera direttamente o contribuisce al funzionamento di centinaia di ospedali e dispensari”: in Uganda è stata appena inaugurata una scuola per ragazzi, perlopiù rifugiati provenienti dal Sud Sudan, è alta l’attenzione sanitaria sulla Repubblica Democratica del Congo a seguito del novo scoppio di Ebola.

La fuga dalla povertà ha luogo anche in Centro e Sudamerica. Molti i migranti dal Venezuela in Colombia – lo ha citato anche Papa Francesco nel suo discorso di inizio anno ai diplomatici – e lì, spiega il Gran Maestro – “la nostra agenzia internazionale, Malteser International, sviluppa programmi sanitari e alimentari per aiutare la popolazione sfollata”, secondo un impegno che “quest'anno ha permesso al team medico di emergenza del Malteser International di ricevere il certificato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e di entrare di fatto nel registro globale dell'organizzazione sanitaria delle Nazioni Unite”.

L’Agenzia di Soccorso Internazionale dell’Ordine di Malta - ricorda il Gran Maestro – ha anche molti progetti nel Sud Est asiatico, e ha dato un pronto intervento all’emergenza tsunami in Indonesia, mentre da tempo sono attivi “progetti per portare aiuti ai rifugiati delle comunità Rohingya”. Nel Bangladesh, infatti, “team di soccorso gestiscono tre centri medici nei campi profughi per questa minoranza perseguitata, fornendo assistenza sanitaria, alimentazione per i bambini malnutriti, supporto psicosociale. Si tratta di progetti fortemente radicati in un territorio che l’Ordine conosce bene e dove è presente da decenni”.

Oltre alla geopolitica della solidarietà, ci sono dei temi specifici al centro del lavoro dell’Ordine di Malta.

La lotta alle epidemia è uno dei fronti: il Gran Maestro menziona la campagna di raccolta fondi per la ricerca contro il morbo di Hansen, mentre “molti sono i programmi di riabilitazione nei Paesi dove la lebbra continua ad uccidere, come Cambogia, Laos, Vietnam”.

L’impegno per i poveri è testimoniato dalle iniziative per la Giornata Mondiale dei Poveri, ma anche dai numeri. “Nel 2018 – sottolinea il Gran Maestro – “l’Ordine ha servito in tutto 5 milioni e mezzo di pasti nelle sue mense sociali e attraverso i programmi dei pasti a domicilio”. In particolare, in Russia “un centro sociale garantito dall’Ordine di Malta assiste circa 76mila persone bisognose e distribuisce quotidianamente pasti caldi assieme a viveri e beni di prima necessità”.

Quindi, il Gran Maestro enumera le attività per gli anziani, con le 70 strutture di assistenza sul territorio inglese, ma anche l’attenzione ai disabili.

Fra’ Dalla Torre poi ci tiene a ricordare l’Ospedale della Sacra Famiglia di Betlemme, che “dal 1990 è gestito dall’Ordine di Malta in collaborazione con personale medico musulmano” e che “con quasi 5mila nascite all’anno, l’ospedale garantisce cure mediche ai neonati prematuri grazie al reparto di terapia intensiva che accoglie bambini provenienti anche da altri ospedali della regione”, mentre “le cliniche mobili gestite dall’Ospedale permettono inoltre alle donne che abitano nei villaggi della Cisgiordania – spesso non serviti da elettricità e da acqua corrente - di sottoporsi a regolari controlli neonatali”.

Va avanti, invece, il lavoro per la Riforma della Carta Costituzionale, e per ora sono stati “individuati alcuni temi chiave per la vita dell’Ordine e dei membri religiosi in particolare”, mentre "gli impegni istituzionali saranno intensi anche nel 2019. Il primo e 2 maggio si svolgerà infatti il Capitolo Generale del Sovrano Ordine di Malta convocato ogni 5 anni per analizzare lo stato complessivo dell’Ordine ed eleggere tra gli altri i membri del Sovrano Consiglio".

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