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P. Giovanni Gazza, saveriano a tutto tondo

Missionario in Cina, maestro dei novizi, fu anche Superiore Generale dell'ordine fondato da S. Guido M. Conforti

San Guido M. Conforti |  | pd San Guido M. Conforti | | pd

Il 21 luglio 1977 spirava a Roma padre Giovanni Gazza. Saveriano, superiore generale e maestro dei novizi il suo nome è legato all’espansione della famiglia religiosa fondata da San Guido Maria Conforti ed al grande impulso che diede alla vita missionaria.

Del presbitero restano numerosissime fonti tra cui le note lettere circolari che delineano la spiritualità dell’istituto e della formazione saveriana.

Di animo sereno e di grande interiorità visse una sentita vita religiosa fatta di acutezza e di autentico carisma. Giovanissimo entrò nell’istituto ed ebbe il dono di conoscere lo stesso fondatore. Il ricordo rimase indelebile nel corso dei tanti incarichi ricoperti.

Giovanni Gazza nasce a Malandriano di San Lazzaro Parmense il 16 aprile 1893. Adolescente entra nel seminario diocesano, per poi sentire la vocazione alla vita religiosa. Conosciuti i Missionari saveriani di recente fondazione, entra nella loro famiglia.

Ufficiale dei bersaglieri durante la Prima guerra mondiale, emette la professione religiosa a Udine nel 1915. Presente un confratello anch’egli in grigio verde: padre Sartori.

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Rientrato alla vita comunitaria, e vivente il santo vescovo Conforti, riprende gli studi teologici ed è ordinato sacerdote. È il 14 giugno 1919.

Visto l’ottimo carattere e la buona formazione è inviato dai superiori in Cina. Dopo un lungo periodo nel quale si dedica all’apostolato missionario ed alla formazione dei futuri religiosi, rientra in Italia e nel 1946 è eletto superiore generale. Vive il proprio compito con spirito di servizio ed amore all’ideale scelto.

Tenacemente innamorato del carisma disegnato da Conforti, ne apprezza la spiritualità, fondando la vita della Congregazione su solide basi di ascetica ed amore alla missione.

Autenticamente povero, casto ed obbediente chi vive con il saveriano, lo ricorda semplice ed ottimista. In missione, con i confratelli e nei delicatissimi incarichi svolti fu un autentico sacerdote innamorato del vangelo e di quanto professato.

Sue sono diverse pubblicazioni che sviluppano le direttrici della spiritualità missionaria abbracciata dal presbitero. Terminato il proprio mandato per la solidità della persona è inviato nella comunità di San Pietro in Vincoli, in qualità di maestro dei novizi. Chi ha il dono di averlo in tale ruolo lo ricorda come un padre buono attento alla formazione ed all’educazione dei tanti giovani affidati alle sue cure. L'umiltà e il modo di essere contraddistinguono il suo stile.

Legatissimo alle vere tradizioni saveriane ha saputo guidare moltissime schiere di missionari alla fede ed alla vita religiosa con slancio ed autentica pietà.

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Conclusi i delicati incarichi a servizio della Congregazione saveriana è chiamato a Roma dove, per sei anni, vive la propria esistenza nel lavoro e nella preghiera per la Chiesa e le necessità dei fratelli.