P. Giuseppe Giannini, un saveriano apostolo del Vangelo in Cina

Missionario, figlio di San Guido M. Conforti, lavorò in Cina spendendo la sua gioventù al servizio del Vangelo

P. Giuseppe Giannini
Foto: saveriani.it
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Ricordare il nome di Padre Giuseppe Giannini è aprire l'armadio della memoria per trarne il ricordo di un tempo passato, ma carico di amore a Cristo ed alla spiritualità missionaria: questa è stata la vita di questo religioso saveriano.

Spirato a soli 44 anni, a distanza di oltre mezzo secolo, la sua testimonianza illumina e resta viva nel cuore del popolo di Dio.

Missionario saveriano è tra i primi ad entrare nell'istituto di recente nascita, lasciandosi plasmare dalle parole di San Guido Maria Conforti, fondatore e vescovo di Parma.

Giuseppe Giannini nasce il 5 maggio 1904 a Valle di Sant'Anastasio di Sassio Feltrio, in Romagna. 

Fin da piccolo sente l'attrazione per la vita sacerdotale, studiando presso il Seminario regionale di Fano. Terminato il liceo, chiede di entrare nell'istituto saveriano: giovanissimo sente la chiamata alla vita missionaria. Novizio e studente in teologia, è professo il 1 novembre 1927.

Ordinato sacerdote dalle mani dello stesso vescovo Conforti, il 4 novembre 1931, la sua prima richiesta è quella di essere inviato in Oriente. 

Presbitero, con i confratelli padre Botton e Azzolini, è un uomo sereno e di forte preghiera. Tanti i saveriani che, in quegli anni, aderiscono alla vita missionaria densa di pericoli, ma ricca di fede in Colui che tutto può.

Nel 1932 con altri confratelli è in Cina, dove si spende per un apostolato fitto e dedito ad una risposta alle persone nel bisogno.

Quindici anni vissuti nella diocesi di Cheng-chow, il sacerdote non si dà per vinto di fronte a nessuna difficoltà.

Chi vive con padre Giannini ne ricorderà sempre lo zelo ed il grande amore alle anime. La vita non è delle più semplici, ma il sacerdote animato da una grande forza di volontà va avanti ricordando le parole del santo fondatore, di portare ovunque il vangelo confidando in quella Provvidenza che non delude.

Dopo anni di missione è costretto a ritornare in Italia per i delicati problemi di salute che ne minano l'attività. Spira l'8 giugno 1948, lasciando il ricordo del molto bene fatto in quella terra e nel cielo, nel quale attende le molte anime portate a Cristo.

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