P. Onorio da Offida, un cappuccino indomito

Nel 1944 sfida i nazisti pur di portare conforto alla popolazione di Camerino

P. Onorio da Offida
Foto: Fraticappuccini.it
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Nel lontano 1525 frate Matteo da Bascio dava vita alla Riforma cappuccina: essa vide i propri natali nelle Marche e fu approvata da Papa Clemente VII con la bolla Religionis zelus, per rivivere, con maggiore intensità, la vita francescana.

Semplicità, povertà e serenità abitano la regola scritta dal Poverello di Assisi, dando testimonianza di quella grandezza di cui parla il vangelo.

Tra i molti cappuccini che hanno onorato l'Ordine è vissuto anche padre Onorio da Offida. Sacerdote, maestro dei novizi e parroco il suo nome è ricordato dalla popolazione e dai molti che lo hanno conosciuto. Per il molto bene fatto, il Comune di Camerino ha deciso di intitolargli una strada che oggi porta il suo nome.

Padre Onorio, il cui vero nome è Alfredo Michelangeli, nasce ad Offida il 21 ottobre 1913. Giovanissimo entra nell'educandato dei Minori cappuccini delle Marche.

Intelligente e studioso ma, soprattutto, buono è ammesso all'anno di noviziato, emettendo la professione semplice dei voti. E' il 1° novembre 1929.

Viene ordinato sacerdote il 4 luglio 1937.

Parte della teologia la apprende all'estero, imparando il tedesco per poter essere di aiuto nelle confessioni presso il Santuario della Madonna di Loreto, affidato ai Cappuccini.

Nel 1943, dopo aver insegnato materie classiche, nello studentato della Provincia, è inviato quale maestro dei novizi nella comunità di Camerino. Il ruolo è dedicato: formare i futuri sacerdoti e fratelli dell'Ordine.

Per diciotto anni svolge quest'apostolato nel silenzio e nell'edificazione di oltre tre generazione di religiosi che ne seguono le indicazioni, confermate dall'ottimo esempio.

Semplice, comprensivo e paterno è un padre ed un punto di riferimento per i religiosi.

Coraggioso e conscio dei propri doveri, si dà da fare per essere di aiuto a tutti, anche a rischio della propria vita.

Nel corso della Seconda Guerra mondiale soccorre i feriti, dà sepoltura alle vittime ed è vicino ai molti colpiti dalla sofferenza. L'eccidio nazista del 24 giugno 1944 nella zona di Camerino aveva provocato la morte di quarantaquattro persone. Padre Onorio, pur informato dei rischi che avrebbe corso, si reca al comando tedesco ottenendo di poter, da solo, medicare i feriti e dare sepoltura ed una benedizione ai morti. Fede e grande senso di responsabilità animano quel gesto, simbolo dell'autenticità della propria esistenza.

Parroco a Macerata del Santissimo Sacramento, per nove anni, è un pastore buono e sollecito verso tutti.

Rientrato a Camerino è nominato cappellano all'Ospedale civile nel quale svolge il proprio servizio con dedizione ed amore. Per dodici anni è al servizio dei malati che si sentono capiti ed amati.

Spira il 22 dicembre 1988 a Renecavata di Camerino.

I funerali vedono una grande affluenza di confratelli e persone.

Padre Onorio da Offida è sepolto nella cappella cimiteriale dei religiosi, lasciando il ricordo di un autentico francescano innamorato di quel vangelo che in lui fu vita.

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