Padre Benoit Thuan, un missionario francese con grande fama di santità

Una rara immagine di padre Benoit Thuan
Foto: Postulazione Cistercense
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La fama di santità di Padre Benoit Thuan, al secolo Henri François Denis, è nota da tempo. Ma per canonizzarlo si devono raccogliere tutti gli scritti, per comprendere ogni sfumatura della sua vita. È quello che sta facendo la postulazione. E il vicariato di Roma, due settimane fa, ha pubblicato un editto chiedendo che chiunque fosse in possesso di scritti di alcun genere di padre Benoit Thuan lo comunichi e li faccia avere alla postulazione.

È uno dei vari passaggi preliminari, che portano poi alla stesura di una prima positio nella fase diocesana della beatificazione. Ma è un passaggio che aiuta anche a conoscere una storia, quella di padre Benoit, di missione e testimonianza. Una storia che racchiude in sé proprio lo spirito della Maximum Illud, l’enciclica missionaria di Benedetto XV di cui l’anno prossimo si celebra il centenario con un mese missionario e con un sito internet appena dedicato.

Chi era padre Benoit Thuan?

Henri François Denis era nato a Boulogne-sur-Mere il 17 agosto 1880, ed entro nel 1901 nel seminario delle Missioni Estere di Parigi. Ordinato nel 1903, fu assegnato a Cochin, in Vietnam, nella missione di Hue. E lì prenderà il nome vietnamita “Thuan”, che significa “obbedienza” e che fu stato scelto perché padre Benoit aveva come modello il “fiat” di Maria.

Imparò la lingua e i costumi vietnamiti, e fu impiegato come insegnante nel seminario minore di Annith. Nel 1908 fu inviato missionario a Nuoc-Man, realizzando uno dei suoi grandi sogni. Ma lui già aveva un altro sogno: quello di ritirarsi a vita monastica.

Lo realizzl nel 1918, trovando tra i cistercensi una regola che rispondeva alle sue aspettative, e unendosi al nuovo monastero cistercense che nasce in Vietnam. All’inizio, sono solo in due: padre Thuan e il suo discepole Taddeo. Nonostante le difficoltà e un monastero che è solo una baracca, la fondazione attrae giovani.

Padre Thuan prese anche il nome di Benoit dopo essere entrato nei cistercensi, nel 1920 il decreto per l’erezione del nuovo monastero viene emesso, e a marzo già vengono accolti i primi postulanti, tra i quali lo stesso padre Benoit, che era superiore e maestro dei novizi mentre era lui stesso un novizio.

Ma non solo. Nei quindici anni di vita missionaria, padre Benoit si convinse che anche i vietnamiti sono in grado di fare vita contemplativa. Fondò, così, la Congregazione della Sacra Famiglia, sottolineando l’importanza della famiglia, cara anche ai vietnamiti. La Congregazione della Sacra Famiglia è una congregazione cenobitica e familiare.

Padre Benoit Thuan morì il 24 luglio 1933, presso l’abbazia Beata Vergine Maria Phuoc Son, in Vietnam.

Il 21 marzo 1935 nella festa di San Benedetto tutti i professi rinnovarono i loro voti che divennero, da semplici che erano, per l’affiliazione a Cîteaux, solenni. A questa data la comunità di Phuoc-Son contava, novizi compresi, 93 membri.

Dopo tanti anni di difficoltà causate da guerre, il primo monastero in Vietnam sta crescendo e la Congregazione della Sacra Famiglia ora è composta da cinque abbazie, alcuni priorati conventuali e tre priorati semplici, ad essi vanno aggiunti tre monasteri di monache per un totale di oltre ottocento membri.

Si legge nell’editto del Vicariato che l’impegno missionario di padre Benoit “fu generoso e, nonostante enormi sacrifici e privazioni, portò i frutti abbondanti, non solo con l’accoglienza nella Chiesa dei numerosi vietnamiti, ma anche con la fondazione, il 15 agosto 1918, del monastero di Nostra Signora di Annam, il primo di quella che sarebbe diventata la congregazione cistercense della Santa famiglia”.

Oggi, sono oltre mille i monaci e le monache che possono dirsi suoi figli, e questo nonostante le guerre di cui ha sofferto il Vietnam nel corso degli anni.

La sua fama di santità è cresciuta, ma per dare inizio formale alla causa di beatificazione e canonizzazione c’è bisogno di avere una disanima di tutti gli scritti e di tutte le notizie “dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del detto servo di Dio”.

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