Padre Giovanni Semeria, oratore, uomo di carità che anticipò il Vaticano II

Padre Giovanni Semeria
Foto: Famiglia dei Discepoli
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Era nato il 26 settembre di 150 anni fa, Padre Giovanni Semeria viene ricordato in questi giorni a Genova. Uomo di dottrina e di carità, religioso della Famiglia dei Discepoli, Semeria è un simbolo per il cattolicesimo del XIX secolo.

Le celebrazioni si sono aperte il 22 settembre, a Genova, nella Chiesa delle Vigne con la messa presieduta da Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Genova e nella Chiesa di S. Bartolomeo degli Armeni, con il concerto sinfonico della ‘Corelli Chamber Orchestra’, diretta dal Maestro Manfredo Di Crescenzo.

Sabato scorso si è svolto un convegno intitolato “PadreSemeria a Genova: icona della Chiesa in uscita’. Molti i relatori tra cui padre Filippo Lovison che ha parlato de ‘La carità Giuseppe Mastromarino con il tema :‘L’apostolato genovese di Padre Semeria’, e  padre Michele Celiberti con : ‘La scienza della carità’.

“Oggi - spiega padre Antonio Giura, superiore generale della Famiglia dei Discepoli - è quanto mai necessario recuperare la memoria di padre Semeria. Non tutti conoscono la sua esperienza. E chi la conosce spesso l’associa soprattutto alla sua attività filosofica. Eppure padre Semeria ha speso la sua vita per la carità. Ed è stato un vero precursore in questo. Infatti, assieme a don Giovanni Minozzi, ha fondato un vero e proprio network della carità: l’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, che ha permesso di migliorare concretamente l’esistenza di migliaia di bambini rimasti orfani in seguito alla Grande Guerra”.

Il 26 settembre a Roma una messa con il cardinale Gianfranco Ravasi a San Lorenzo in Damaso, dove egli tenne nel 1897 uno straordinario quaresimale. "Questa celebrazione- ha detto Ravasi- significa soprattutto l’inizio di un rilancio di questa figura all’interno non solo della Chiesa contemporanea, ma nella società e nella cultura di oggi perché ha ancora molto da dire".

Il 27 la partecipazione all’udienza generale e sabato prossimo 30 settembre e il 1 ottobre, si tornerà di nuovo in Liguria. A Sanremo è in programma una celebrazione presieduta daAntonio Suetta, vescovo di Sanremo-Ventimiglia; altre iniziative si svolgeranno a Coldirodi, nel luogo natale di padre Semeria.

Quando nasce Semeria è già orfano di padre e nel periodo degli studi sviluppa quelle virtù che ne faranno una poliedrico studioso, un acuto osservatore, un insigne oratore. Sin da ragazzo ha portato nel cuore questo desiderio di diventare, sui passi dell’apostolo delle genti san Paolo, annunciatore del Vangelo, oratore della Parola di Dio, compagno dei poveri. 

Divenne Barnabita, studia teologia, dopo la professione religiosa emessa nel febbraio 1887, si avvia a diventare Sacerdote di Cristo, viene ordinato il 5 aprile 1890, appena ventitreenne, e ha già dinanzi a se un programma di vita. La sua esistenza di quegli anni successivi alla Teologia è completamente presa da quattro interessi predominanti: gli studi universitari, la fervida attività pastorale, l’inizio della sua “carriera” oratoria e importante la sua particolare attenzione sulla questione sociale, siamo negli anni infatti di Papa Leone XIII e della sua “Rerum novarum”. 

Nel suo pensiero si trovano i temi del Concilio Vaticano II, annunciare con la vita, le opere e la parola la necessità di un nuovo cristianesimo dinamico, lontano dalle sacrestie.

Si reca anche in Russia per incontrare gli operai italiani che li lavorano e lo scrittore Leone Tolstoi. In un tempo difficile, come quello che si apriva al nuovo secolo, dove il modernismo viene mal compreso, egli è messo all’indice, quindi tanti suoi calunniatori e nemici hanno la meglio. I superiori per smorzare ogni polemica lo trasferiscono in Belgio, dove si dedica alla carità.

Si arruola come Cappellano militare nella I Guerra Mondiale, incontra don Giovanni Minozzi e con lui crea due istituzioni per i soldati: le bibliotechine e le case dei soldati. Dopo la guerra fa nascere l’Opera per il Mezzogiorno d’Italia. Nel pieno dell’attività la morte lo coglie, a Sparanise di Caserta, dove è andato a salutare i suoi orfanelli. È il 15 marzo 1931. La sua tomba si trova a Monterosso al mare in La Spezia.

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