Padre Luigi M. Pazzaglia, Servo di Maria e biografo di San Filippo Benizi

Padre Luigi M. Pazzaglia
Foto: prg.servidimaria.net
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Padre Luigi Maria Pazzaglia raggiunse la casa del Padre, il 28 luglio 1972, a Genova. Questo nome oggi dice poco, in quanto la sua vita si è snodata, con rapida agilità, nell'Italia settentrionale dove ha svolto il suo apostolato mariano. In più il tempo, alle volte, sbiadisce i ricordi anche quelli più luminosi che però la storia, maestra della vita, non cancella.

Servo di Maria, predicatore e fecondo scrittore ha usato la penna ed il pulpito come sedi adatte per cantare le lodi di Maria, da lui profondamente amata.

Uomo modernissimo ha saputo trasmettere l'amore che il Medioevo religioso, secolo di fondazione della famiglia servita, ha dedicato a Maria.

Nato il 14 novembre 1905 a Genova e compiuti gli studi secondari, in questa città, fu da ragazzo un valente attore di teatro. Ma intorno ai venti anni, età delle scelte, vista la sua tenera devozione alla Madonna, entrò nell'Ordine dei Servi di Maria .

Terminato l'anno di noviziato e compiti gli studi necessari venne ordinato sacerdote il 19 giugno del 1931. Servo di Maria, professo con voti solenni dal 1928, per tutta la sua vita ha dedicato l' intelligenza ed il cuore, al servizio della Vergine, in questa famiglia religiosa.

Parroco della chiesa dei Servi di Maria nella sua Genova, Consultore generale e Provinciale della provincia piemontese (dal 1943 al 1961), in tali compiti ha mostrato il suo amore ai Padri del Senario, nella diffusione di un carisma tanto specifico.

Numerose le sue opere:da una meravigliosa vita di San Filippo Benizi, nella quale esprime la sua concezione religiosa ed il suo attaccamento al santo, a diversi scritti in onore della Madre di Dio.

La biografia che dedica al santo toscano (S. Filippo Benizi. Nella storia e nella leggenda. Post. Gen. dei Servi di Maria, 1953) è un mirabile esempio di studio storico e afflato personale. Leggendo si comprende quanto amasse questo santo che, con il suo lavoro silente ed umile, consolidò la famiglia dell'Annunziata. Scrive, nella premessa del testo che si dedicò a quest'opera per obbedienza e con amore. E l'affetto traspare, con lucido splendore, in tali pagine.

Ricordare l'opera di questo religioso è rivivere la sua attività, importante e dinamica, per un'ideale meta terreno, in quanto legato a quel Regno, nel quale vi entrano i volenti, con la forza del sacrificio personale e del servizio ai fratelli.

Grande predicatore riempiva le chiese ma di più, i cuori e le anime delle persone che lo ascoltavano.

Coloro che lo hanno conosciuto lo ricordano come un religioso di intensa preghiera e silenzio. Tanto che, per un periodo, si ritirò sul Monte Senario, culla della famiglia servita, in meditazione sulle realtà dell'Ordine.

Colpito dal morbo di pick e resosi conto dell'aggravarsi del suo male non si sgomentò ma affrontò, con la lucidità dell'uomo e la fede dell'asceta, quel percorso che lo porterà all'incontro con la Madre tanto amata.

 

 

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