Padre Nazareno Santolini: un passionista dal cuore d'oro

Nel 1989 la Chiesa lo ha riconosciuto Venerabile

Padre Nazareno Santolini
Foto: passionisti.org
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Uno degli alunni dell'Almo Collegio Capranica è particolarmente bravo e diligente. Ma la cosa che più sorprende, disse il seminarista Camillo Laurenti suo compagno, è che è la persona più santa da lui incontrata nel corso della sua giovane vita. Siamo nel 1871 ma ancora oggi quell'esempio viene ricordato con tanta premura. Di chi parliamo? Di Nazareno Santolini, passionista e per ben 29 anni maestro dei novizi di questa Congregazione religiosa.

Generalmente questo compito è il più delicato di tutti in quanto dalla formazione ricevuta si comprende e si forma il futuro della Provincia religiosa. Ciò in quanto tutti i religiosi passano per il noviziato che dura un anno e che imprime lo stile proprio della famiglia religiosa nella quale si vive. E padre Santolini ha raccolto la stima dei suoi superiori tanto da rimanere in carica per tutto il corso della propria vita religiosa.

Il futuro venerabile nacque il 23 ottobre del 1859 a Caldarola, in provincia di Macerata, da una buona e devota famiglia. Prestissimo sentì la chiamata allo stato sacerdotale e dopo aver trascorso qualche anno nel seminario della sua diocesi, fu notato per i buoni risultati e la sua serena pietà, tanto da essere inviato a Roma: presso l'Università Gregoriana completò gli studi.

La sua vita si snodò fra ottimo curriculum ecclesiastico, presagio di una buona carriera, due lauree e tanta umiltà, ma soprattutto nella Congregazione Passionista.

Questo ragazzo, così eccezionale, mentre aveva finito il corso di teologia decise di lasciare la diocesi per entrare nella Congregazione fondata da San Paolo della Croce.

L'occasione fu la vista di un religioso di quest'ordine: rimase, per giorni, impressionato da quel modo di essere tanto da chiedere di essere ammesso nella citata Congregazione.

Per umiltà, assecondando il suo carattere, chiese di essere accolto come semplice fratello laico, ma il Padre generale Bernardo Silvestrelli, oggi beato, lo volle come chierico.

Per obbedienza accettò ed il 4 novembre 1891 vestì l'abito religioso nel convento dei Santi Giovanni e Paolo a Roma. Emise i voti perpetui e nel marzo del 1893 venne ordinato sacerdote.

Dotato di un buon equilibrio ed un ottimo spirito di raccoglimento ricoprì il servizio di  Maestro dei novizi nel ritiro della Presentazione sul Monte Argentario, casa del noviziato passionista.

Nel corso degli anni che seguirono ebbe oltre 250 giovani da lui accolti ed accompagnati nella spiritualità passionista. Tra questi vi fu anche padre Candido Amantini (1914-1992) esorcista e per anni di casa alla Scala Santa: ottimo religioso e grande apostolo,  il 25 novembre 2016 si è conclusa l'inchiesta diocesana sulla sua santità.

Sua volontà sarebbe stata quella di partire come missionario, ma i superiori vollero diversamente e lui accettò.

Poverissimo, con il suo spirito, incarnò la Regola, scritta da San Paolo della Croce che voleva il religioso libero, per meglio servire Cristo.

Una volta, in una difficile questione, il superiore della comunità gli chiese di pregare per quell'intenzione. Nella stessa giornata arrivò il segno della Provvidenza.

Umile, accogliente, comprensivo, dotato di grande raccoglimento insegnò ai suoi ragazzi che per amare il Signore occorrono le virtù del cuore e la generosità. Fu amato come un padre.

Accettò, serenamente, una lunga malattia che alle prime ore del mattino del 4 gennaio 1930 lo condusse nel Regno dei cieli, nel quale avrà incontrato San Paolo della Croce, suo fondatore, ma di più suo padre nella fede.

Si racconta che, poco prima del trapasso, abbia chiesto a fratel Evaristo, il religioso che lo assisteva, di togliere dal suo mantello lo stemma che contraddistingueva i religiosi sacerdoti per avere l'onore di morire come un semplice fratello laico.

Il gesto dimostra come il Regno dei cieli è l'unica realtà nella quale per essere grandi è necessario farsi piccoli ed ultimi. E questo è stato il segreto di questo sacerdote, umile e pio, ma grande agli occhi del Padre.

Le sue spoglie, dal 1930, riposano nella chiesa della Presentazione sul Monte Argentario, accanto a quelle di Galileo Nicolini, suo novizio, che aveva appreso l'arte della santità guardando il suo maestro. La Chiesa ne ha riconosciuto le virtù, dichiarandolo dal 7 settembre 1989, Venerabile.

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