Padre Tom: a un mese dal suo rapimento, tre ore di preghiera per non dimenticarlo

Padre Tom, rapito nello Yemen un mese fa
Foto: ANS
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Un mese fa esatto, padre Tom Uzhunnalill è stato rapito da militanti che si ritiene fossero dell’ISIS nello Yemen, dopo che quattro missionarie della carità e ospiti della struttura in cui era andato a celebrare la Messa sono stati uccisi. E per questo l’arcidiocesi di Bangalore ha organizzato una Messa e una Preghiera che va dalle 6 alle 9 del pomeriggio di oggi, nella speranza di avere ulteriori notizie di padre Tom.

Salesiano, della provincia indiana di Bangalore, Padre Tom ha consumato tutte le ostie consacrate prima di essere preso dai rapitori, come rivelato da Madre Sally, la superiora delle Missionarie della Carità scampata miracolosamente al massacro delle consorelle. Da allora, le notizie sul suo destino si sono moltiplicate. Si era parlato del fatto che era stato crocifisso nel giorno del Venerdì Santo, poi l’arcivescovo Paul Hinder, vicario generale per la Penisola Arabica, aveva invitato alla prudenza, sottolineando che c’erano speranze padre Tom fosse ancora vivo.

Lo stesso ritengono i salesiani e l’arcivescovo di Bangalore, che – in una lettera congiunta – sottolineano che “sin dalla sua cattura il 4 marzo 2016 non abbiamo avuto notizie di padre Tom da parte fonti che fossero attendibili. Allo stesso modo, crediamo che padre Tom sia nelle mani dei rapitori, e dobbiamo intensificare le nostre preghiere e sforzi per la sua sicureza e il rilascio”.

Per questo, l’iniziativa delle tre ore di Messa e preghiera nella giornata di oggi, annunciata da Bernard Moras, arcivescovo di Bangalore, e Joyce Thonikuziyl, provinciale salesiano di Bangalore.

Le speranza della presenza in vita di padre Tom sono state alimentate nei giorni scorsi dalla Conferenza Episcopale Indiana, una cui delegazione ha incontrato Sushma Swaraj, ministro degli Esteri Indiano. "Ha assicurato che padre Tom sta bene e sono in corso i negoziati per il suo rilascio, che potrebbe avvenire molto presto", ha riferito padre Joseph Chinnaiyan, vice segretario dei vescovi dell’India.

 

 

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