Papa Francesco a Fatima, una preghiera sul luogo dell'apparizione

Una veduta del Santuario di Fatima
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Tutto è pronto. Papa Francesco reciterà una lunga preghiera in portoghese a Fatima, nella serata dal 12 maggio, nella Cappellina delle Apparizioni. Ricalcherà in qualche modo l’atto di consacrazione del mondo a Fatima che lo stesso Papa Francesco fece all’inizio del Pontificato, al termine della giornata mariana indetta nell’Anno della Fede.

Era il 13 ottobre 2013, giorno tra l’altro delle ultime apparizioni pubbliche di Fatima, e quella celebrazione era stata pensata e voluta sotto Benedetto XVI, colui il quale, da Cardinale e Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, aveva curato l’interpretazione teologica del cosiddetto “terzo segreto di Fatima”. Lo stesso che da Papa avrebbe ammonito che il segreto di Fatima non si era compiuto, sebbene si riferisse ad eventi passati, sulla rotta del suo viaggio in Portogallo del 2010.

La preghiera che verrà recitata dal Papa definisce “la Vergine di Fatima del Cuore Immacolato” come “rifugio e via che conduce a Dio”. Sottolinea che il mondo chiede “concordia tra tutti i popoli”, caratterizza il suo essere vicario di Cristo con la necessità di lavare i piedi al mondo “allo stesso tavolo che unisce”, si definisce – ricalcando i termini del terzo segreto di Fatima – come “vescovo vestito bianco” ricordando così “tutto quello che veste del bianco del Battesimo”.

Chiede poi alla Madonna di guardare “al dolore della sua famiglia umana”, e di raforzare “la gioia della Chiesa di Cristo” e la “speranza dei figli di Dio”, finché ci saranno pellegrini da tutte le frontiere che “riveleranno la giustizia e la pace di Dio” con le vesti “sbiancate nel sangue dell’Agnello” che viene versato in tutte le guerre”.

Nella preghiera, il Papa cita anche l’esempio dei piccoli Giacinta e Francisco, morti poco dopo le apparizioni offrendo le loro sofferenze per i peccatori. Il Papa li canonizzerà a Fatima, il 13 maggio, e sono già state presentate le nuove immagini che saranno usate per la cerimonia di canonizzazione.

I due più giovani santi non martiri della Chiesa sono rappresentati in modo da mostrare anche la loro psicologia. Il postulatore, nella sua nota esplicativa, sottolinea che “Giacinta sembra chiedere all’osservatore per metterne in discussione l’atteggiamento, mentre Francisco alza lo sguardo verso l’alto, in atteggiamento contemplativo”.

Le immagini sono state commissionate al pittore Sílvia Patrício, e si basano sulla fotografia del 1917, poi arricchita con colori scelti sulla base di una ricerca etnografica fatta dall’autore.

Entrambe le immagini portano il rosario tra le mani e una candela. L’immagine di Francisco presenta anche la silhouette dell’angelo di Fatima e le specie eucaristiche, mentre Giacinta mostra le figure del Papa e del Cuore Immacolato della Vergine Maria.

L’imminente viaggio di Papa Francesco a Fatima è stato anche oggetto di un breve messaggio di Monsignor Fernando Ocariz, prelato dell’Opus Dei, che chiede di “accompagnare Papa Francesco standogli accanto nella preghiera”, e di affidare a Maria “l’unità della Chiesa e dei cristiani, affinché – tutti con Pietro! – seminiamo pace e gioia nel mondo”.

Il prelato affida all’intercessione di Francisco e Giacinta, poi, “coloro che subiscono le conseguenze fisiche e spirituali della violenza, della guerra, della mancanza di libertà, della discriminazione, della solitudine, della povertà”.

“La preghiera – scrive il prelato - sarà feconda se la pace e la fraternità che ispirano i messaggi della Madonna diventeranno più presenti nell’amore attento, aperto, delicato, verso coloro che Dio pone accanto a noi. La carità non è fredda educazione. Meditiamolo con calma: in casa nostra, nel lavoro, nelle relazioni con tutti, malgrado i nostri limiti e la nostra impazienza, gli altri possono riconoscere in noi lo sguardo materno di Santa Maria?”

A quello sguardo ci si era affidati anche durante l’Anno della Fede, nel 2013, quando fu istituita una giornata mariana il 13 ottobre, giorno in cui avvenne il cosiddetto miracolo del sole. Se fu Benedetto XVI a organizzare quell’anno della fede - sulla scorta del pensiero che il richiamo alla conversione di Fatima è sempre attuale, specialmente nel momento in cui la Chiesa è attaccata anche dal di dentro – fu Papa Francesco a leggere l’atto di consacrazione.

La prima delle consacrazioni del mondo alla Vergine di Fatima avvenne durante il pontificato di Papa Pacelli. Il 31 ottobre 1942, nel pieno della Seconda Guerra mondale Pio XII, parlando in lingua portoghese alla radio, consacrò il mondo al cuore immacolato, facendo anche una menzione velata alla Russia, secondo la richiesta fatta dall’apparizione ai tre pastorelli di Fatima. Pio XII poi consacrò “i popoli di cui attendi la consacrazione” alla Vergine di Fatima – con una menzione più esplicita ai popoli della Russia – nella lettera apostolica Sacro Vergente Anno del 1952. Un’altra consacrazione avvenne proprio in piazza San Pietro da parte di Giovanni Paolo II, il 25 marzo 1984, in un momento in cui era alta la tensione sugli euromissili.

 

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