Papa Francesco ad All Saints il 26 febbraio. E' la prima volta per un Papa

La parrocchia anglicana di Ognissanti, in via del Babuino a Roma, che Papa Francesco visiterà il prossimo 26 febbraio
Foto: Wikimedia Commons
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Gli hanno scritto tre volte a partire dal 2013, e hanno approfittato della “primavera ecumenica” per reiterare l’invito. Alla fine, l’invito è stato accettato: Papa Francesco visiterà la parrocchia anglicana di All Saints a Roma il prossimo 26 febbraio, per un incontro pomeridiano che marcherà il 200esimo anniversario della parrocchia anglicana nel cuore di Roma. Sarà il primo Papa a visitare una parrocchia anglicana.

La notizia non è stata ancora ufficializzata dalla Sala Stampa vaticana, ma è confermata dal decano Jonathan Boardman, il parroco di Ogni Santi, che ad ACI Stampa racconta in che modo avverrà la celebrazione.

“Si tratterà di un incontro pomeridiano – racconta il decano Boardman – il Papa arriverà alle 16, e trascorrerà con noi il pomeriggio. Non è prevista la celebrazione dei Vespri, come era successo per l’incontro tra Papa Francesco e il primate della Chiesa anglicana Jonathan Welby a San Gregorio al Celio. Il Papa sarà chiamato a partecipare alla benedizione e dedicazione di una icona che celebra il nostro 200esimo anniversario, e ci sarà un rinnovo dei voti battesimali, guidato dal Papa e dai nostri vescovi anglicani”.

L’appuntamento delle 16, nel calendario del sito della Chiesa di Ognissanti, è segnalato come “servizio ecumenico per la celebrazione del 200esimo anniversario”.

Aggiunge il reverendo Boardman che, alla fine della celebrazione, il Papa “sarà testimone di un gemellaggio simbolico siglato tra la nostra parrocchia e la Chiesa cattolica di Ognissanti sull’Appia Nuova, l’unica chiesa di Roma dedicata a tutti i santi.” In quella chiesa, tra l’altro, Paolo VI celebrò la prima Messa con il rito post-conciliare, in lingua italiana.

“Le nostre due comunità già hanno molte attività in comune, una amicizia di lavoro, che si esprime, ad esempio, nel servizio comune ai poveri. Ora, suggelleremo il tutto con un simbolico gemellaggio, approfittando della presenza del Papa”, dice il reverendo.

La parrocchia anglicana di Ognissanti, situata in via del Babuino, è stata istituita il 27 ottobre 1816, e il bicentenario si festeggiava il 27 ottobre del 2016. Conta circa 250 fedeli, anche se non tutti partecipano sempre alla funzione della domenica.

“Già tre anni fa, subito dopo l’elezione di Papa Francesco – racconta il reverendo Boardman – abbiamo inviato al Papa una lettera di invito per il nostro 200esimo anniversario. Poi lo abbiamo ricordato con un altro paio di lettere. Quando poi Papa Francesco ha visitato la Kristuskirche, la parrocchia luterana di Roma, a novembre 2015, io ero tra i delegati ecumenici, e l’ho potuto salutare, e poi in una successiva lettera ho potuto ricordare a lui di questo saluto”.  

Molto emozionato, il reverendo Boardman dice che “andando indietro nel tempo, non c’è traccia di altra visita di un Papa in una parrocchia anglicana. Giovanni Paolo II ha visitato, ad esempio, la Cattedrale di Canterbury, Benedetto XVI era stato nell’abbazia di Westminster, ma non ci sono altre tracce della visita di un Papa ad una parrocchia anglicana”.

L’arcivescovo David Moxon, che a Roma dirige l’Anglican Center e che è l’ “ambasciatore” della Chiesa anglicana a Roma, ha spiegato ad ACI Stampa che parteciperanno alla funzione il vescovo Robert Innace, che è responsabile per la Chiesa anglicana in Europa, e il vescovo David Hamid, sotto la cui giurisdizione è la parrocchia di tutti i santi. I due celebreranno al mattino una funzione solenne, per il 200esimo anniversario.

“Questo gesto – ha detto – si inserisce nel quadro degli ottimi rapporti ecumenici. L’arcivescovo Welby ha visto il Papa ragionevolmente di frequente, addirittura quattro volte lo scorso anno. E mi piace ricordare che l’incontro di San Gregorio al Celio dello scorso 5 ottobre ha segnato non solo il 50esimo anniversario del giorno in cui Paolo VI fece dono all’allora primate Ramsey del suo anello episcopale, ma anche il cinquantesimo anniversario del Centro Anglicano, che da allora cura i rapporti ecumenici”. Insomma, c’è “un crescente dialogo, ed una crescente comprensione”.

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