Papa Francesco, cambio ai vertici della Pontificia Commissione per l’America Latina

Segretario è Rodrigo Guerra, teologo, già membro delle Pontificie Accademie delle Scienze Sociali e della Vita. Capoufficio, Emilce Cuda, colei che "sa leggere Papa Francesco"

Rodrigo Guerra (sx) ed Emilce Cuda (dx), segretario e capoufficio della Pontificia Commissione per l'America Latina
Foto: Twitter
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Papa Francesco nomina il teologo Rodrigo Guerra come segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, e la professoressa Emilce Cuda come capo ufficio della sessa commissione. Cambiano dunque i vertici della commissione legata alla Congregazione dei Vescovi, che aveva visto nominato prima capoufficio e poi nelle funzioni di segretario / vicepresidente che erano state di Guzman Carriquiry l’ex ambasciatore di Bolivia presso la Santa Sede Julio Cesar Caballero Moreno.

La nomina di Rodrigo Guerra al ruolo di segretario porta, dunque, a un secondo rimpasto nei ranghi della commissione in meno di due anni, rafforzando la visione di Papa Francesco nei ranghi della stessa Commissione, confermato dalla nomina di Emilce Cuda, considerata in Argentina come “la donna che sa leggere Papa Francesco”. Tra l’altro, sembrava che la CAL dovesse essere chiusa, almeno secondo una delle bozze della riforma della curia, e invece ormai sembra di nuovo un dicastero chiave.

Rodrigo Guerra collabora con il Vaticano dal 2006, quando fu nominato membro corrispondente della Pontificia Accademia per la Vita. È stato tra il 2012 e il 2016 consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia della Pace, e tra il 2006 e il 2017 è stato membro ordinario della Pontificia Accademia della Vita. Il 21 giugno 2020, Papa Francesco lo ha nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze.

Guerra è fondatore e direttore dell’Osservatorio Sociale del Consiglio dei Vescovi dell’America Latina (CELAM) e ha stabilito anche il Centro per l’Indagine Sociale Avanzata (CISAV). Dice di ispirarsi, nel suo lavoro, al pensiero di Tommaso d’Aquino, Dietrich von Hildebrand, Karol Wojtyla, Augusto Del Noce, Alberto Methol-Ferré, Rocco Buttiglione, Massimo Borghesi, Juan Carlos Scannone, e in generale alla tradizione latino americana di dottrina sociale.

Tra i suoi principali interessi di ricerca, il debito internazionale, la Dottrina Sociale della Chiesa, il gender e la sessualità umana. Ha scritto 30 libri di filosofia sociale. Nel 2016, ha preso pare ad un dibattito sull’Osservatore Romano per difendere l’esortazione apostolica Amoris Laetitia, considerata “un vero atto di magistero” che non può essere “interpretato come una rottura della tradizione”, ma piuttosto come una applicazione di “fedeltà creativa” da parte di Papa Francesco.

Guerra è anche un difensore dell’originalità del pensiero latino-americano, che lo stesso Papa Francesco vorrebbe portasse ad una “teologia fonte” e non più ad una teologia “derivata”.

Come detto, Emilce Cuda, classe 1965, è considerata “la donna che sa leggere Papa Francesco”, ed è nota per aver interpretato gli insegnamenti del Papa alla luce della Teologia del popolo.

Prima donna argentina ad aver ricevuto un dottorato pontificio in teologia morale, ha studiato prima all’Università Cattolica di Argentina, e poi filosofia all’Università di Buenos Aires.

Oggi collabora con l’Università Nazionale Arturo Jaretche, con l’Università Cattolica di Argentina, la University of St. Thomas in Texas, e ha insegnato anche al Boston College e alla De Paul University. Consulente dell CELAM, collabora anche con il Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale, con la Commissione Internazionale Cattolica delle Migrazioni (ICMC) e con il programma sul “Futuro Lavoro” nell’iniziativa Economy of Francesco, nonché con la Conferenza Episcopale di argentina. Personaggio molto noto in Argentina, Cuda nel 2014 ha pubblicato Para Leer a Francisco. Teologia, Etica y Politica, che esamina le basi teologiche e filosofiche di Papa Francesco, e comprende anche lo studio delle implicazioni pastorali ed etiche delle decisioni approvate all’assemblea ecclesiale di Aparecida del 2007.

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