Papa Francesco in Egitto, quale sarà il programma?

Una veduta del Cairo
Foto: Wikimedia Commons
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È un programma intenso, fatto di molti incontri e pochi discorsi, quello che si sta delineando per la visita di Papa Francesco in Egitto il prossimo 28 e 29 aprile. Ma di certo sarà una visita in sicurezza, spiega Botros Danial, francescano egiziano che sta prendendo parte ai preparativi. “Gli attentati – dice ad ACI Stampa – succedono ormai solo nel Nord Sinai, lontano dal Cairo. Qui al Cairo, dove il Papa starà tutto il tempo, viviamo la nostra vita normalmente senza nessun disturbo”.

Sono due soli giorni, ma il calendario di impegni sarà fittissimo. “Il primo giorno, è previsto l’incontro con il presidente al Sisi, una preghiera ecumenica con Papa Tawadros, e poi il passaggio all’Università di al Azhar”, spiega Botros Danial.

La preghiera ecumenica e poi l’incontro con Ahmed al Tayeb, il grande imam di al Azhar, e le parti pubbliche dovrebbero durare ciascuna 15 - 20 minuti. L’incontro con Papa Tawadros avverrà nella Chiesa al Botrossia, dove un giovane di 25 anni lo scorso 11 dicembre è entrato con una cintura di esplosivo e si è fatto saltare vicino alla zona destinata alle donne e di conseguenza anche ai bambini piccoli, causando 23 morti e 49 feriti e devastando la Chiesa costruita all’inizio del Novecento.

“La mattina del sabato – prosegue Botros Danial – ci sarà la Messa alle 10.30, in una grande sala adiacente lo stadio del Cairo, che dovrebbe poter contenere 20 mila posti. Poi, il pranzo, che potrebbe essere in nunziatura con il presidente, ma anche con una serie di persone svantaggiate. Di certo, ci sarà al pomeriggio l’incontro con i religiosi, nel seminario maggiore copto di Maadi”.

Dice Botros Danial che i vescovi cattolici saranno con lui sempre durante il viaggio, e che i rapporti ecumenici con i copti ortodossi sono ottimi, specialmente da quando c’è Papa Tawadros. E tratteggia anche un quadro positivo riguardo la costruzione delle chiese e i permessi dello Stato.

“Il presidente al Sisi – afferma ci ha aiutato molto a ricostruire, riparare le chiese bruciate dai radicalisti. Ora si farà una nuova capitale, e c’è il progetto di farvi una grande cattedrale copta e una grande moschea. Ma sarà una cattedrale copto ortodossa. Così, speriamo che l’arrivo del Papa possa convincere il presidente a costruirvi anche una cattedrale cattolica”.

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