Papa Francesco in Romania, una torta per lui a ricordo dei martiri a Blaj

La torta preparata per Papa Francesco a Blaj
Foto: per gentile concessione
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Una torta che rappresenta un cuscino rosso e decorata di rose bianche è stata appositamente preparata per Papa Francesco e il suo seguito a Blaj. La torta ha concluso il pranzo che Papa Francesco e il suo seguito hanno avuto nella cittadina, dopo la beatificazione dei sette martiri greco-cattolici.

La torta è a forma di cuscino rosso – spiega il vescovo ausiliare Claudiu Pop – “sta a ricordare il martirio, mentre le rose bianche sono il simbolo della purezza, e ricordano i fiori che Papa Francesco porta a Santa Maria Maggiore prima dei viaggi apostolici e che vengono dati in omaggio a Santa Teresa di Lisieux, cui il Papa è molto devoto.

Tra i martiri greco cattolici appena beatificati, c’era anche il vescovo Ioan Suciu, famoso per la sua opera a favore della comunità rom. E proprio per la comunità rom è stata costruita nel quartiere che Papa Francesco visiterà a conclusione del suo viaggio in Romania una chiesa greco-cattolica, dedicata a Santa’Andrea. La chiesa è stata consacrata dal vescovo ausiliare Claudiu Pop lo scorso 19 maggio. La prima pietra della chiesa era stata posta l’1 ottobre 2017 dal Cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Papa Francesco ha pranzato nella Curia arcivescovile, situata nella piazza centrale di Blaj, di fronte alla cattedrale dedicata alla Santissima Trinità. C’erano circa ventimila persone ad aspettare il Papa che non è entrato nella cattedrale, e dunque non ha potuto vedere – racconta Livius Ursu, portaovce della diocesi greco cattolica di Alba Iulia – “la più grande e la più bella iconostasi della Romania, nonché la tomba del fondatore di Blaj, il vescovo Innocente Kleim. Dobbiamo ricordare che Blaj è stata dichiarata la prima sede arcivescovile di Romania”.

Una partecipazione di 60 mila persone alla Messa – secondo le organizzazioni locali – che rappresenta, prosegue Ursu, “un riconoscimento della sofferenza del nostro popolo. Un riconoscimento che è passato attraverso il martirio dei nostri vescovi greco cattolici che Papa Francesco beatifica oggi”.

E tra questi, il Cardinale Iuliu Hossu, che rifiutò di andare a Roma a ritirare la berretta cardinalizia per rimanere con la sua gente ed è ricordato anche per aver salvato oltre mille ebrei dalla Shoah.

Era dedicata a un martire anche la struttura dove Papa Francesco ha pranzato a Sumuelu Ciuc. La struttura è intitolata a Jakab Antal, vescovo di Alba Iulia (in ungherese Gyulaferebvar) negli anni Settanta, successore del martire Aron Marton, consacrato da Paolo VI in San Pietro a Roma, che trascorse 13 anni in prigione come vittima del comunismo

È stato un pranzo molto semplice, quello che Papa Francesco ha consumatoa Sumuleu Ciuc, subito dopo la celebrazione delle Mesa per i fedeli arrivati da ogni dove nonostante la pioggia, anche dall’Ungheria con un treno speciale di 1000 persone.

Il menu è stato: minestra di verdure, che si chiama ciorba in romeno e czorba in ungherese; petto di pollo con verdure e patate cotte; una crepes di albicocche e poi frutta di stagione. Sono stati serviti anche vini romeni della azienda vinicola “Beciul Domnesc”, del genere sauvignon e Chardonnay.

La visita nella casa Jakab Antal ha un suo significato. La casa ha iniziato nel 1996 la sua attività come centro culturale della regione..

La casa ha ospitato oltre 300 eventi nazionali e internazionali. Dal 2016, la Casa Jakab Antal è gestita dalla Caritas di Alba Iulia, e offre alloggio e pasti per pellegrini e gruppi, fornendo corsi di formazione. Il centro conferenze è in grado di ospitare 120 – 150 persone nell’auditorium, mentre c’è anche una sala per seminari per 30 – 70 persone.

Ti potrebbe interessare