Papa Francesco: “La pace non si costruisce nei grandi consessi internazionali”

Papa Francesco durante una Messa a Santa Marta
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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Come si costruisce la pace? Non nei grandi consessi internazionali, perché la pace è un dono di Dio che nasce nei posti piccoli. Papa Francesco, dopo la pausa estiva, riprende le Messe del mattino nella cappella della Domus Sanctae Marthae. E l’omelia di oggi – riportata da Radio Vaticana – parla di pace, nel giorno della festa della Natività di Maria.

Una pace che “nasce in posti piccoli”, come nel “cuore” o “in un sogno”, come accade a Giuseppe, quando un angelo gli dice di non temere di prendere Maria in sposa.

Papa Francesco centra la sua riflessione sulla preghiera della colletta, “che tutti noi possiamo crescere nell’unità e nella pace”. Si tratta – dice il Papa – di “Crescere” perché la pace è un dono “che ha il suo cammino di vita” e dunque ognuno deve “lavorare” per farlo sviluppare. Ma è una strada “di santi e peccatori” che ci dice che “dobbiamo prendere questo dono della pace e farlo strada nella nostra vita”.

Papa Francesco ammonisce: “La pace non si fa da un giorno all’altro”. Si tratta di un dono che “diventa artigianale nelle mani degli uomini” e che va lavorato ogni giorno”.

Poi, il Papa si concentra sulla liturgia del giorno, e in particolare sulla parola piccolezza, che è anche quella della Vergine, ma anche quella di Betlemme, ma anche così “piccola che neppure sei nelle carte geografiche”, parafrasa Francesco:

Sottolinea il Papa: “Non bastano i grandi manifesti per la pace, i grandi incontri internazionali se poi non si fa, questa pace, nel piccolo. Anzi, tu puoi parlare della pace con parole splendide, fare una conferenza grande… Ma se nel tuo piccolo, nel tuo cuore non c’è pace, nella tua famiglia non c’è pace, nel tuo quartiere non c’è pace, nel tuo posto di lavoro non c’è pace, non ci sarà neppure nel mondo”.

Per questo bisogna chiedere a Dio la grazia “della saggezza di fare la tua pace”. E come al solito, il Papa lascia i “compiti a casa”. Ovvero di chiedersi: “Come è il tuo cuore, oggi? E’ in pace? Se non è in pace, prima di parlare di pace, sistema il tuo cuore in pace. Come è la tua famiglia oggi? E’ in pace? Se tu non sei capace di portare avanti la tua famiglia, il tuo presbiterio, la tua congregazione, portarla avanti in pace, non bastano parole di pace per il mondo… Questa è la domanda che oggi io vorrei fare: come è il cuore di ognuno di noi? E’ in pace? Come è la famiglia di ognuno di noi? E’ in pace? E così, no? Per arrivare al mondo in pace”.

 

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