Papa Francesco negli USA, ci sarà un fuori programma?

Il Martin Luther King Memorial. Sullo sfondo, il Lincol Memorial
Foto: MLK M
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L’idea c’è, e sembra che stiano provando a realizzarla. Il prossimo 24 settembre, Papa Francesco potrebbe fare una deviazione sulla strada che lo porta verso il Congresso, dove parlerà di fronte alle Camere riunite. E questa deviazione lo porterebbe sulle rive del Potomac, non lontano dal Campidoglio, per rendere omaggio al Martin Luther King Memorial.

Si tratta di un monumento che si trova sulle rive del fiume Potomac, e che fu dedicato a Martin Luther King il 28 agosto 2011, nel giorno del 48esimo anniversario della Marcia a Washington per i lavori e la libertà. Il memorial consiste in una statua di granito, che Papa Francesco potrebbe andare ad omaggiare.

La presenza di Papa Francesco al memorial non è sicura. Si sta ancora lavorando su sicurezza e traffico. Dopo l’11 settembre, le strade intorno agli edifici governativi sono chiuse al traffico, possono entrare solo alcuni autorizzati. E sarà così anche per le strade che Papa Francesco percorrerà nei giorni a Washington.

La deviazione è comunque fattibile. La città di Washington è divisa per quadranti, e la nunziatura apostolica dove il Papa risiede è nel quadrante Nord Ovest, su Massacchussets Avenue, un po’ fuori mano. Si prevedeva di far passare il Papa diagonalmente per la città, e percorrere Costitutional Avenue fino al Campidoglio. Ma questa strada potrebbe essere percorsa solo al ritorno, qualora il Papa volesse fare la deviazione. Allora si sposterebbe lateralmente verso il Potomac, e solo dopo aver reso omaggio al leader dei diritti civili si sposterebbe in Campidoglio. Senza traffico, il percorso consta di 20 minuti in tutto. Considerando una sosta di 10 minuti, il Papa dovrebbe semplicemente partire alle 9 meno 10 per essere in Campidoglio puntuale alle 9.20.

Gli unici dubbi riguardano la sicurezza. Eppure il capo di una fondazione politica con cui ACI Stampa si siede per un caffè sottolinea che “è molto probabile, e so che ci stanno lavorando, che il Papa faccia una sosta al Martin Luther King Memorial.”

Sarebbe un evento senza precedenti, che assumerebbe anche contorni politici. Al Congresso, Papa Francesco – racconta una fonte che ha partecipato alla stesura dei discorsi – parlerà della classe media, dei marginalizzati, dei poveri, del sistema della società americana. E sottolineerà l’importanza dei diritti civili. Una mossa che ha molti significati: in un momento in cui la libertà religiosa viene messa in discussione dai giudici della Corte Suprema che chiudono ogni discussione sul matrimonio omosessuale, e in cui anche l’obiezione di coscienza viene messa a rischio in America, c’è la necessità di dimostrare che negli Stati Uniti è la società civile a difendere la libertà.

Così, con una mossa diplomaticamente astuta, la presenza di Papa Francesco di fronte al Memorial di Martin Luther King potrebbe sottolineare la necessità di una ribellione civile sui temi della libertà religiosa senza che il Papa parli esplicitamente dei problemi durante il discorso.

È una delle letture che si potrebbero fare riguardo la possibile visita di Papa Francesco al Martin Luther King Memorial. La Chiesa cattolica ha sempre tributato omaggio al pastore protestante, leader dei diritti civili che proferì il discorso “I have a dream” ucciso il 4 aprile 1968.

In una omelia del 2013, il Cardinal Donald Wuerl, arcivescovo di Washington, ha sottolineato che “molti, al tempo di Martin Luther King, non hanno voluto che lui parlasse per una società giusta, per la libertà e per l’uguaglianza per bianchi e neri, ragazzi e ragazze che erano stati vittime di discrimnazione.”

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