Per un mondo nuovo, Padre Riccardo Lombardi a 37 anni dalla morte

Padre Riccardo Lombardi SJ
Foto: Movimento Mondo Migliore
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Trentasette anni fa, il 14 dicembre 1979, a Rocca di Papa, moriva Padre Riccardo Lombardi s.j., protagonista di una delle pagine più dense della storia della Chiesa (e non solo) della seconda metà del XX secolo.

In questa settimana la sua figura sarà ricordata in tutto il mondo con una serie di celebrazioni eucaristiche promosse dal Servizio di Animazione Comunitaria per un Mondo Migliore che dalla sua morte porta avanti il progetto iniziato dal sacerdote gesuita.

A Roma un incontro e una celebrazione si svolgerà sabato 17 dicembre in Via Calandrelli 11 presieduta da Padre Luigi Canesso preceduta da un incontro dibattito sulla figura del sacerdote gesuita con la presenza del giornalista Raffaele Iaria, autore di una biografia di Padre Lombardi, edito da Ancora, con il titolo "Per un mondo nuovo";  del gesuita padre Ugo Mesini e della signora Francesca Demuru  che fu sua segretaria fino alla morte nella casa di Rocca di Papa che porta ancora  il nome “Mondo Migliore” e che oggi ospita un centro di prima accoglienza per gli immigrati che quotidianamente sbarcano sul suolo italiano provenienti da diversi Paesi.

Nato a Napoli il 28 marzo 1908 da famiglia piemontese, P. Lombardi entra da giovanissimo nella Compagnia di Gesù e viene assegnato, dopo il periodo di formazione, al Collegio degli Scrittori della Civiltà Cattolica. Nel 1938 il suo momento di svolta con l'impegno a predicare prima nelle università e poi nelle piazze italiane invitando tutti alla conversione personale e collettiva e trovando, ovunque, vasti consensi. Il momento più visibile della sua predicazione si svolge per tutta l’Italia, anche via radio, in un momento particolarmente critico per il nostro Paese: il periodo tra le elezioni della Costituente nel 1946, e quelle politiche del 1948.

Lo scenario era dominato dallo scontro diretto tra la Democrazia Cristiana (DC) e il Partito Comunista Italiano (PCI). La posta in gioco era la leadership politica e morale della repubblica nascente. In mezzo a queste lotte, nel ’48 prese forma la serie più famosa di predicazioni di Lombardi, la così detta "Crociata della Bontà", in cui veniva annunciato, ad un'Italia messa in ginocchio dalla guerra e profondamente dilaniata e divisa, il bisogno di amore e riconciliazione come presupposto per voltare pagina e costruire una nuova civiltà, centrata su Gesù e non su regimi totalitari e sanguinari.

L'impegno e l'attività del gesuita era seguito attentamente da Papa Pio XII che, nel febbraio del 1952, pronunzia il famoso proclama per "un mondo migliore".

In padre Lombardi “troviamo l’idea che per costruire un mondo nuovo, umano, giusto, è necessario l’apporto vitale del cristianesimo”, spiega lo storico Andrea Riccardi nella prefazione al volume del giornalista Raffaele Iaria “Per un mondo nuovo. Vita di padre Riccardo Lombardi” (Ancora).  La sua attività per l’annuncio del Vangelo porta Padre Lombardi a  formare un gruppo di animazione comunitaria presente oggi in Italia ed in una trentina di paesi del mondo con molti membri tra vescovi, sacerdoti diocesani, religiosi, diaconi permanenti, religiose, e laici che promuovono varie forme di animazione tra cui i progetti pastorali che coinvolgono milioni di persone in circa cento diocesi del mondo. I suoi membri  sono espressione delle diverse vocazioni presenti nella Chiesa ed ognuno di loro conserva l’appartenenza alla propria condizione e comunità di origine la cui vocazione è chiamato ad esprimere nel gruppo.

L'idea di fondo che guidò padre Lombardi e che oggi guida i suoi seguaci era quella di recuperare una visione di Chiesa che fosse coerente con la dottrina del Vaticano II.

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