Per "un'economia più umana e giusta" l'essere umano sia al centro dei processi economici

Presenti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Giuliano Amato, Presidente della Fondazione "Cortile dei Gentili" e Daniele Mancini, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede
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Quasi 800 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Le disuguaglianze economiche e sociali rappresentano oggi una sfida di livello globale. L'ineguale distribuzione del benessere e delle ricchezze rischia di minacciare gli equilibri nei singoli Paesi e anche la solidarietà. Di questo si è parlato nella presentazione, nella Sala Stampa della Santa Sede, del Convegno “Verso un’economia più umana e giusta. Un nuovo paradigma economico inclusivo in un contesto di disuguaglianze crescenti”, che si terrà a Palazzo Borromeo, il prossimo 21 settembre 2016.

Il Convegno è organizzato dall'Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede in collaborazione
con il Pontificio Consiglio della Cultura, nel contesto degli eventi del “Cortile dei Gentili”.

L'evento del 21 settembre vedrà la partecipazione, in qualità di relatori, del Premio Nobel per l’Economia 2015, Angus Deaton, docente presso l'Università di Princeton, dell'economista francese, Jean-Paul Fitoussi, docente presso l'Università Luiss, e dell'economista belga, Dominique Y van der Mensbrugghe, docente presso l'Università di Purdue.

Sebbene infatti la globalizzazione e la libera circolazione delle merci e dei capitali abbiano conosciuto negli ultimi anni una rapida espansione, spesso accompagnatasi a miglioramenti nelle condizioni di vita, il problema è ancora enorme e va affrontato, soprattutto per provare a definire nuovi modelli economici più umani ed inclusivi.

I dati sulla povertà sono infatti ancora estremi: secondo l'UNPD (United Nations Development Programme) 800 milioni di persone vivono con meno di due dollari al giorno, circa l'80 per cento della popolazione globale ha diritto a solo il 6 per cento delle cure sanitarie disponibili e più del 50 per cento della ricchezza globale è posseduta dall'1 per cento della popolazione. Sia i Paesi ad alto reddito sia quelli a basso reddito risultano ugualmente vulnerabili ai problemi che le disuguaglianze possono causare.

Il Cardinale Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dell'evento dichiara: " L'economia è sostanzialmente una scelta umanistica perchè il suo compito è essere la legge della "grande casa" dove tutti sono inseriti, non solo i grandi, i potenti, ma tutti fanno parte della gestione di questa "casa", per questo è importante affrontare questo argomento".

Anche Giuliano Amato, Presidente della Fondazione "Cortile dei Gentili", segue la stessa linea di partenza e arrivo: "In questa ricerca non c'è ragione di ritenersi diversi, si deve e si può arrivare alle stesse verità. Il Cortile ha dimostrato di poter contribuire a questa ricerca. E' "sviluppo sostenibile" se tiene conto della persona, "nessuno resti indietro", vogliamo seguire le parole di Papa Francesco. L'economia può tornare ad essere una fonte di progresso non per pochi, ma per tutti".

Questo convegno è stato fortemente voluto anche dall'Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Daniele Mancini: " L'idea è quella di riflettere su un'economia più etica. Naturalmente non viene preteso di chiudere in un pomeriggio un dibattito cosi complesso, però come direbbe Santa Madre Teresa è la nostra piccola goccia nel vasto oceano. E' un problema di assoluta priorità a livello mondiale non solo per la crescita economica, ma per lo sviluppo di ogni Paese".

Il convegno del "Cortile dei Gentili", come riporta il comunicato stampa della sessione, "intende stimolare una riflessione sulle crescenti disuguaglianze economiche e sociali in un'ottica propositiva e concreta, fornendo, grazie ad un dibattito tra personalità di altissimo calibro, le basi per un'efficace azione in linea tra l'altro sia con la strada stracciata delle Nazioni Unite con "L'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile" che fornisce gli obiettivi essenziali da raggiungere per uno sviluppo economico più attento in primisi ai bisogni delle categorie più vulnerabili, sia con le encicliche "Caritas in Veritate" di Benedetto XVI e "Laudato Si" di Papa Francesco. Queste infatti si rivelano in questo contesto preziosi contributi al dibattito su un"ecologia integrale" capace di rimettere l'essere umano al centro dei processi economici.

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