Pompei, la supplica a Maria anche di 11 scampati ai barconi della morte

Il Santuario di Pompei
Foto: @CC
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Migliaia di pellegrini si sono riuniti oggi al Santuario di Pompei per la messa e la recita della supplica a mezzogiorno. Prima dell’antica preghiera, si è svolta una celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero. La supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, oltre all' 8 maggio, si recita tradizionalmente anche la prima domenica di ottobre, sempre a mezzogiorno in punto.

Tra i molti fedeli anche nove donne e due bambini superstiti dei viaggi della spereanza nel mediterraneo e accolti nel Santuario. Sono nove donne eritree accolte dal Santuario della Madonna di Pompei, presso “Casa Emanuel”, la comunità che ospita donne in difficoltà, gestanti e madri con i loro bambini. Sbarcate in Sicilia, le nove migranti, di cui due madri, rispettivamente di una bambina di 3 anni e una di 5, sono giunte a Salerno, trasportate da una nave della Marina Militare. Accolte dalle Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei e dalle operatrici, le nove eritree e le loro due bambine sono state trasferite presso Casa Emanuel, dopo i primi controlli medici e la prima assistenza. La più giovane ha 20 anni, la più grande 25. Sono tutte donne scappate dalla difficile situazione del loro Paese. 
 

La conversione e la conoscenza di Cristo sono stati i temi della omelia del cardinale. “Mi piace pensare alla preghiera del Rosario - ha detto - come a un dolce colloquio con Maria, incentrato sulla persona di Gesù, sulla sua vita, sul suo ministero terreno e sulla sua ‘sorte’ eterna, della quale ci ha fatti partecipi”. E per questo con il Rosario “anche chi resta a casa propria, può partecipare alla missione evangelizzatrice della Chiesa, essere missionario e visitare nella preghiera ogni angolo del mondo, farsi prossimo con essa alle sofferenze di ogni uomo, perché ogni ferita sia fasciata dall’amore misericordioso di Dio. La Chiesa in uscita, desiderata e testimoniata dal Santo Padre, ci riguarda tutti e può efficacemente realizzarsi anche tramite la preghiera del Rosario, alla quale perciò è bello restare fedeli”.

Alla base di tutto c’è la conversione che significa lasciarsi alle spalle le macerie che ogni tanto accumuliamo nel corso della vita e che restano lì, a ricordarci la nostra storia e il nostro cammino, fatto di scelte indovinate ma anche di cadute, per rivolgere finalmente e definitivamente lo sguardo a Cristo, quale punto di riferimento e di sicuro orientamento”.

Il prelato del santuario l’arcivescovo Tommaso Caputo ha ricordato, in una intervista alla Radio Vaticana, che si è pregato “innanzitutto per la pace perché possa regnare davvero nei cuori degli uomini e in mezzo ai popoli. Soprattutto in quei luoghi dove più forti sono i conflitti.” Una preghiera speciale anche per il Papa che il 21 marzo scorso davanti alla immagina mariana ha recitato la Piccola Supplica e salutato la grande famiglia del santuario. “Un pensiero- dice Caputo- va anche ai cristiani perseguitati in tante parti del mondo, agli ammalati, a coloro che stanno vivendo difficili prove, sofferenze fisiche e morali, ai profughi. E penso alle nove donne e ai due bambini provenienti dall’Africa sui barconi della speranza che abbiamo accolto qui a Pompei nella nostra casa.”

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