Prato si prepara alle sue due ore con il Papa

Santa Maria delle Carceri, la piazza dei giovani per la visita
Foto: Andrea Gagliarducci / ACI Stampa
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Si sono iscritti in 600, ma se ne attendono anche di più, per partecipare alla veglia di preghiera in piazza San Francesco. I giovani di Prato aspettano il Papa, e trascorreranno la notte in piazza, per poi spostarsi verso piazza di Santa Maria delle carceri, appena dietro la fortezza. Sarà quello il luogo in cui potranno vedere da vicino Papa Francesco.

In tutta Prato fervono i preparativi per trascorrere al meglio l’ora con il Papa. Tutti vogliono partecipare, a modo loro. Sono stati fatti i biscotti del Papa in una pasticceria della città, non lontano dal Duomo. Ma persino il negozio di alimentari a fianco al Duomo si è popolato di bandiere vaticane bianche e gialle, così come la libreria sulla piazza del Duomo. Tutto è già transennato, ma le persone possono muoversi liberamente. Alcuni fanno il percorso, si muovono verso piazza del Municipio, dove è la Sala Stampa. E anche lì, compaiono bandiere del Vaticano. Mentre una telecamera è già disposta all’interno del Duomo per non perdersi un minuto di quella ora preziosa.

Una ora preziosa che nemmeno il sindaco Matteo Biffoni potrà vivere nella sua interezza. Accoglierà il Papa all’aeroporto, sarà tagliato fuori da tutti gli altri eventi. La preparazione è stata tutta improvvisa. Sarà regalata al Papa una casula, frutto di uno straordinario lavoro di ricerca del Museo del Tessuto che ha ricostruito la lavorazione di un panno pregiato di Francesco di Marco Datini, storico commerciante e produttore di tessuti della città. La casula – con mitria concistoriale – rappresenta un po’ la storia della città. Ma solo il 24 ottobre si è saputo che poteva essere realizzata.

Un altro dono che il Papa riceverà sarà un pezzo di meteorite proveniente da Marte, destinato alla Specola Vaticana. È una iniziativa del Museo di Scienze Planetarie di Prato, che ha una collezione di meteoriti vastissima. Solo lo scorso mercoledì hanno avuto l’ok.

Ma tutti si sono dati da fare, ripassano il protocollo, guardano con attenzione gli inviti per vedere in quali posti saranno. Uno degli albergatori storici del centro della città, Giugni, spiega che “anche la veglia è molto sentita, i giovani sono venuti in massa alla partecipazione.” E Francesco Morelli, direttore del Museo di Scienze Planetarie, racconta che “la città è molto emozionata dall’arrivo di Papa Francesco.”

È l’occasione per il mondo cattolico di Prato di avere visibilità. È un cattolicesimo che fatica a trovare coesione. Il vescovo Mauro Agostinelli, che ha succeduto a Gastone Simoni, ha ereditato dal predecessore l’attenzione per la Dottrina Sociale, necessaria in un distretto imprenditoriale e operaio come Prato. Ma ha anche ereditato una città profondamente mutata nel corso degli anni: c’è il 25 per cento di stranieri, moltissimi cinesi, e quelli di loro che sono cattolici vivono la loro fede privatamente, in comunità separate dal grande tessuto cristiano di Prato, una città “in cui tutti si professano anticlericali, ma in cui tutti in fondo vanno in Chiesa,” racconta uno degli abitanti della città, con humour tipicamente toscano.

È un amore – odio con certe forme di religiosità, che però si trasforma in solidarietà. Non per niente, a Prato c’è un Emporio della Solidarietà, che in occasione della visita di Papa Francesco ha lanciato l’iniziativa “Adotta una famiglia,” una opera-segno che vuole anche essere un segno concreto di aiuto alle famiglie colpite dalla crisi. Hanno raccolto quasi 50 mila euro, e la busta sarà consegnata a Papa Francesco domani, da un esponente della Caritas.

 

Intanto, sul pulpito di Donatello, si fanno le prove audio. Da lì il Papa farà il suo discorso, nella piazza del Duomo. Poi riceverà cinquanta rappresentanti del mondo scientifico, sociale, politico della città, riceverà i loro doni. Prato aspetta la sua ora con il Papa. E sicuramente ne farà tesoro.

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