Quando il Papa è un "gesuita furbaccione"

Un dettaglio della copertina del libro
Foto: Edizioni Paoline
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Alcuni sono racconti, altri ricordi, quasi tutti parabole. Papa Francesco predica così, come un parroco di campagna, come missionario, o anche meglio come un “vecchio gesuita furbaccione “. Ed è proprio questo il titolo del libro che Luigi Accattoli e Ciro Fusco hanno curato insieme per i tipi della Paoline: C'era un vecchio gesuita "furbaccione".

Una raccolta di “parabole” 110 per esattezza, estrapolate dai tanti discorsi del Papa. racconti piccoli, esempi, illustrazioni di vita per affrontare temi difficili. Alla scuola del Vangelo. Con uno stile molto gesuita come spiega proprio Luigi Accattoli che dei “semi di Vangelo” sparsi nel mondo ha fatto negli anni una vera ricerca accademica.

I livelli sono quattro nei racconti di Papa Francesco: la prossimità, il magis ignaziano, la spinta alla ricerca del nuovo e infine l’incontro con Dio.

I racconti sono diversi tra loro e la selezione fatta dai due autori è appunto una scelta di quelli ritenuti più esemplari del “metodo Bergoglio”. Perché proprio di un metodo di predicazione si tratta e chi cerca dettagli biografici in quei racconti può anche rimanere deluso. Qualche storia personale ovviamente c’è, qualche telefonata fatta e qualche incontro a Santa Marta. Ma è soprattutto significativa la scelta dei temi, e questo anche per merito dei curatori del libro.

Mancano un po’ delle “battute” che hanno creato qualche perplessità è vero, ma infondo il senso del libro non è quello di fare un saggio, ma di proporre delle pillole di magistero.

Prossimità come primo elemento: i racconti parlano tutti di fatti di vita molto concreti, casi che se reali o no sono realistici. Magis, quel “di più” quell’ “oltre” che Ignazio chiedeva ai suoi confratelli nel discernimento, oltre il solo fatto. Ecco allora la ricerca del nuovo. E anche questo è tipicamente gesuita. Buttare un sasso in avanti e attendere le reazioni. E da questo poi si arriva all’incontro con Dio, con la Misericordia.

L’errore che troppo comunemente si fa è pensare che siano solo storielle. In ognuna Bergoglio mette al centro una questione spinosa. Aborto, divorzio, corruzione, mancanza di carità, doppia moralità, ma anche questioni vocazionali e spiritualità ecclesiale.

Chi non ricorda quante volte il Papa parla della necessità per un prete di esser sempre disponibile per i fedeli? O del fatto che “il sudario non ha le tasche”? O del fatto che tra coniugi anche se “ci si tirano i piatti “ si deve andare a dormire avendo fatto la pace?

Il “vecchio gesuita furbaccione” è il protagonista di una delle “parabole”. L’invito è a cercarla, perché solo così il lettore potrà gustare questo magistero in pillole. Potrebbe diventare un vero esercizio di vita ricordarsi di essere attenti ad ogni racconto che il Papa fa nei suoi discorsi, nelle interviste, nei testi.

Un magistero popolare che può piacere anche agli intellettuali, ricordando che, come ha detto lo stesso Francesco, “in dottrina sono conservatore”. Un vero gesuita “furbaccione”.

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