Quando le rondini tornarono nella missione di Zorro

L'ingresso della missione di San Juan Capistrano, a Orange County, in California
Foto: Andrea Gagliarducci / ACI Stampa
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Fanno un viaggio di 10 mila chilometri dall’Argentina, e arrivano alla missione il 19 marzo. Le rondini di San Juan Capistrano, oggetto di canzoni e soggetto di una vera e propria epopea, fanno suonare di gioia le campane della settima delle missioni della California ogni anno dagli anni Trenta, quando padre Saint John O’Sullivan, che alla missione dedicò quasi tutta la sua vita, le implorò di ritornare dopo tempi bui.

Il “gioiello delle missioni”, per la bellezza dei suoi giardini e per l’organizzazione, fu fondata da San Junipero Serra nel 1775. Lì si dice che il santo abbia celebrato l’ultima messa, in una cappella che ora è chiamata proprio con il suo nome. Ma è da questa missione che nasce una delle grandi epopee americane. 

Perché la missione nasce in un territorio di deserto, popolato solo dagli indiani Achjacemen, che vivono sulle coste di pesce e dei frutti della terra, in perfetta armonia della natura. L’arrivo dei frati francescani dà loro non solo la fede cristiana, ma anche una organizzazione di vita. La missione, come tutte le missioni, si struttura come una piccola azienda autosufficiente, con una scuola, la produzione di alimenti come il vino – e si dice che siano proprio i frati ad aver dato origine ai famosi vini della California – e una nuova vita.

È territorio di migrazioni miracolose, come quella delle rondini che vengono dall’Argentina, ma anche quella della farfalle monarca, bellissime nel loro rosso acceso, che fanno un viaggio di 5 mila miglia andata e ritorno di cui nessuna di loro vedrà il termine, ma che tutte le loro pronipoti termineranno senza fallo.

Ma è anche il territorio dove si sperimentano le divergenze sociali, perché territorio conteso con il Messico. E nasce lì, allora, la leggenda di Zorro. Il primo dei libri dedicato all’eroe dei deboli si chiama The Curse of Capistrano, perché avviene in quei territori, e perché sono i frati di quella missione a difendere l’eroe dall’oppressione dei don.

Quando il libro viene pubblicato, è il 1919, e sono ancora forti sulla popolazione le ferite della storia. A metà del XIX secolo, la California è passata sotto il controllo del Messico, e questo ha lavorato con durezza per cancellare la storia passata. Le missioni andarono in rovina. A San Juan Capistrano ci sono ancora i resti della chiesa scolpita della roccia, prima traccia dell’evangelizzazione del territorio. 

E le missioni rimasero mezzo diroccate fino agli anni Dieci del Ventesimo Secolo. Molto, a San Capistrano, è dovuto al lavoro di padre Sullivan, che pregò anche alle rondini di tornare. E così, si riaprì la scuola, si riprese in mano il vecchio progetto, si fece una basilica nuova, più grande, con un altare che riprende il barocco spagnolo al centro del quale troneggia la Vergine di Guadalupe.

Oggi, la missione resta bellissima, mentre intorno è stata costruita una città, un quartiere ricco con vista sull’oceano che si chiama Orange County, e che tutti conoscono per via di una nota serie tv. E c’è ancora la campana del Camino Real, un cammino seguendo il quale si trovano, in linea, tutte le missioni della California. Perché, si voglia o non si voglia, l’epopea americana dell’Ovest è iniziata con le missioni. Prima, c’era solo il deserto.

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