Raccontando la Città del Vaticano. Aula Paolo VI, una macchina per vedere e udire il Papa

Aula Paolo VI, udienza di Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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Una parte importante della Città del Vaticano è senza dubbio l’Aula più frequentata da cittadini vaticani e non: l’Aula Paolo VI. Nota anche come Aula delle udienze Pontificie o Aula Nervi (dal nome del suo progettista, Pier Luigi Nervi), è un vasto auditorium a servizio della Città del Vaticano. L'edificio si trova a cavallo tra lo stato italiano e quello vaticano, sorgendo in gran parte in un'area italiana però soggetta ad extraterritorialità a favore della Santa Sede.

Fu Paolo VI che nel 1964 incaricò Pier Luigi Nervi di realizzare una sala per le udienze papali a margine della Città del Vaticano, in un lotto compreso tra la sacrestia della Basilica vaticana e piazza San Pietro. I lavori furono avviati nel 1966 e diretti dal geometra Arcangelo Losso, l'inaugurazione avvenne il 30 giugno 1971.

L’Aula Paolo VI è un edificio ecologico. Nel 2008 è entrato in funzione l'impianto fotovoltaico, composto di 2 400 moduli fotovoltaici, installato sul tetto dell'edificio, e in grado di coprire almeno un quarto del fabbisogno energetico dell'aula e degli edifici limitrofi. La prima udienza "ecologica" si è tenuta mercoledì 26 novembre 2008.

In Aula Paolo VI si sente, si vede e si comunica benissimo. Concepita dal progettista come una “macchina per vedere e udire”.

In grado di accogliere fino a dodicimila persone, l’ampio auditorium è coperto da una volta parabolica a doppia curvatura che, grazie alle snelle strutture portanti, rende la grande volta come sospesa a invisibili forze antigravitazionali. Al fine di facilitare agli spettatori la visione del trono papale, anche il pavimento è a doppia curvatura convessa. Alle problematiche della comunicazione è stata dedicata particolare attenzione attraverso soluzioni come il raffinato e innovativo sistema per la circolazione dell’aria, composto di nove canali e collocato sotto il pavimento per smaltire l’intenso calore prodotto dai sistemi di illuminazione  delle riprese televisive.

Imponente è la scultura bronzea di Pericle Fazzini che rappresentò la “Resurrezione” tra il 1970 e il 1975. Pericle Fazzini fu scelto dopo quattro anni di selezioni 1970-1975 e gli fu messa a disposizione la chiesa di San Lorenzo in Piscibus per la realizzazione dell’opera. In occasione della Pasqua 2013, le Poste Vaticane hanno dedicato a questa scultura un francobollo da 0,85.

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