Refettorio Ambrosiano: il nuovo portale omaggia i popoli migranti

Portale Refettorio Ambrosiano
Foto: www.chiesadimilano.it
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Una "Porta dell'Accoglienza" per dare il benvenuto agli ospiti del Refettorio Ambrosiano. Opera dell’artista internazionale Mimmo Paladino, è un omaggio ai popoli migranti, un simbolo della cultura dell'ospitalità. 

La Porta è stata inaugurata lo scorso 26 giugno dal direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti ed è un manufatto in terracotta policroma, largo 3 metri, alto 5 e pesante 70 quintali, intitolato appunto “La Porta dell’Accoglienza”.

Nella logica per cui è sorto il Refettorio, la porta di Paladino indica il significato di un farsi prossimo che, anche a Milano, è ormai intrecciato ai concetti dell’ospitalità verso chi è nel bisogno o viene da lontano e della promozione di legami sociali forti.

La scultura è un omaggio all’eterno trasmigrare dei popoli e agli elementi primari della vita che tutti condividiamo. Sulla superficie del portale infatti sono rappresentati l’acqua, la terra, il pane, i pesci, ma anche ciotole e vari richiami al cibo.

“Ormai l’opera è resa non solo al Refettorio, ma a tutta la città - sottolinea Gualzetti -. Abbiamo mantenuto le promesse iniziali, a testimonianza che non volevamo portare degrado nel quartiere, ma semmai introdurre relazioni significative e bellezza. Il fatto che il portale sia installato su suolo pubblico è un segnale della volontà di fare in modo che le esperienze caritative siano condivise da tutti. Non viste come un problema, ma come possibilità e risorsa che ritesse relazioni significative tra i cittadini”.

La Porta dell’Accoglienza di Greco è simile a quella che si trova sull’isola di Lampedusa, realizzata sempre dallo stesso Paladino: “Quello che esiste tra Milano e Lampedusa è un asse, un ponte molto importante” - conclude il direttore di Caritas ambrosiana -. Un legame che dovrebbe unire tutte le città europee che devono affrontare questo fenomeno con apertura, serietà e rigore, sapendo che il problema non finirà con gli ultimi arrivi. Lo diciamo da tempo: dobbiamo attrezzarci, non solo con la generosità e la nostra cultura e tradizione, ma con leggi adeguate, perché oggi non lo sono assolutamente. Siamo ancora, purtroppo, impreparati”.

Ti potrebbe interessare