Rinuncia il vescovo di Cleveland. Si aspetta il successore

Il vescovo Lennon, che ha appena rinunciato al governo della diocesi di Cleveland
Foto: Diocesi di Cleveland
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Non si sa se abbia rinunciato per malattia o altre cause gravi, ma Richard George Lennon lascia l’incarico di vescovo di Cleveland a soli 69 anni. Ha avuto un attacco cardiaco lo scorso febbraio, ed è stato sottoposto ad angioplastica. Ma ha anche, da vescovo ausiliare di Boston, affrontato lo scandalo degli abusi. E da vescovo di Cleveland si è trovato anche sotto l’attacco dei gruppi progressisti.

Restano, insomma, difficili di comprendere le ragioni di una rinuncia così repentina, senza una nomina del successore. E sarebbero da decifrare anche nel caso in cui la Sala Stampa della Santa Sede avesse continuato a segnalare le ragioni della rinuncia, come non si fa più ormai da qualche tempo. Sicuramente, la rinuncia è avvenuta seguendo il canone 401 comma 2. Ma il comma 2 specifica che “il vescovo diocesano che per infermità o altra grave causa risultasse meno idoneo all’adempimento del suo ufficio, è vivamente invitato a presentare la rinuncia all’ufficio”.

Di certo, il vescovo Lennon non è stato esente da controversie, come lo è qualunque vescovo che prova a fare il suo lavoro. Nominato vescovo di Cleveland nel 2006, veniva dall’esperienza di ausiliare di Boston dal 2001 e addirittura di leader ad interim della Chiesa di Boston per 7 mesi nel 2002, quando il Cardinale Bernard Law rinunciò in seguito allo scandalo degli abusi. Dal 1999 al 2002 è stato rettore del seminario St. John, Nato ad Arlington, è sacerdote da 44 anni.

Se a Boston fu investito suo malgrado negli scandali, anche a Cleveland le sue decisioni hanno creato controversie. Nel 2008, riprendendo il processo di revisione della diocesi ereditato dal predecessore, Lennon annunciò di voler chiudere almeno 50 parrocchie tra Cleveland e Lorrain, suscitando le ire dei parrocchiani, tanto che alcuni chiesero persino una vigilanza vaticana sull’operato del vescovo. E nel 2011 ci fu persino una visita apostolica della diocesi di Cleveland condotta dal vescovo emerito di Trenton John Mortimer Smith, che portò la Santa Sede a marzo 2012 a ordinare di riaprire 13 delle 50 chiese chiuse che avevano fatto appello alla Congregazione per il Clero.

Nel 2010, il gruppo BishopsAccountability aveva denunciato che la diocesi di Cleveland manteneva segrete le identità dei sacerdoti coinvolti in casi di abuso sui minori. Nel 2004, il vescovo Anthony Pilla, il predecessore di Lennon, aveva ammesso che c’erano state denunce di abuso contro 118 sacerdoti nella diocesi a partire dal 1950.

E però, a scorrere i media americani, non ci sono scandali recenti che hanno colpito la diocesi di Cleveland. E il caso più probabile è che il vescovo Lennon abbia rinunciato a causa dei postumi dell’attacco cardiaco dello scorso 5 febbraio, che lo aveva costretto ad una angioplastica. Il vescovo era uscito dall’ospedale il 9 febbraio, e da allora non ci sono stati aggiornamenti sulla sua salute.

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