Salvatore Martinez interviene al 64° National Prayer Breakfast

La " colazione di preghiera" nel 1961
Foto: Wikipedia
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É un appuntamento molto significativo negli Stati Uniti il National Prayer Breakfast che quest’anno è arrivato alla 64 esima edizione. Tra i partecipanti anche il presidente della Fondazione Vaticana “Centro internazionale Famiglia di Nazareth”, Salvatore Martinez, che sarà nella capitale americana dal 2 al 4 febbraio.

Da oltre 15 anni il presidente Martinez partecipa alla tradizionale “Colazione di Preghiera” organizzata da una speciale commissione composta da Senatori e Congressisti degli Stati Uniti. Come negli anni passati, all’incontro parteciperanno il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il Vice presidente, i principali rappresentanti dell’Esecutivo sia giudiziario che legislativo degli USA ed esponenti della comunità diplomatica internazionale.

 2.500 invitati, provenienti da tutto il mondo con oltre 160 delegazioni, si ritroveranno per confrontarsi su temi di attualità mondiale, perfezionando collaborazioni internazionali su progetti di solidarietà, sviluppo e promozione umana. 

 L’obiettivo dell’Incontro è quello di continuare a sviluppare l’ideale della fraternità universale ispirata ai principi contenuti nel Vangelo e alla persona e alla vita di Gesù.

 "Ci ritroviamo annualmente a Washington – ha dichiarato il presidente Martinez – per coltivare una “diplomazia dell’amicizia”, quella “cultura dell’incontro” caldeggiata da Papa Francesco e fondata sui valori alti del Vangelo per un nuovo umanesimo e per una leadership di servizio al bene comune. Di fronte ai grandi drammi internazionali che affliggono il nostro tempo, urge ripartire da un umanesimo integrale e trascendente, promosso da uomini e donne che non hanno perduto la passione per la giustizia e per uno sviluppo solidale dei popoli. Troppe persone, le nuove generazioni in special modo, vedono sempre più precluso il loro futuro di libertà e di pace. Non giova a nessuno alimentare sacche di povertà e di indifferenza. Ecco perché incontri come quelli di Washington possono regalare importanti inversioni di rotta. L’annuale appuntamento del National Prayer Breakfast, fuori da schemi autoreferenziali e nazionalistici, alimenta questa opportunità in modo assai concreto e originale". 

 

 

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