San Camillo de Lellis, Padre dei Ministri degli Infermi

Quest'anno ricorre il 445/mo anniversario della sua conversione

San Camillo de Lellis
Foto: ACI Stampa
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Il 2 febbraio 1575, sulla strada per Manfredonia, un uomo scendendo da un cavallo comprende che la sua vita aveva bisogno di qualcosa di più grande e di più bello, che sterili progetti umani: Dio.

In quest'ansia lo consumava il senso di gettare se stesso, al di là, dei reticolati del mondo, per venire incontro all'Assoluto. Questa è stata la vita di San Camillo de Lellis di cui, quest'anno, ricorrono i 445 anni da quel giorno di conversione.

Soldato di ventura, giocatore ed amante della grandezza umana scese da se stesso, per abbracciare l'Infinito ed a questo si aggrappò, con la fede che il vangelo chiede, ma non impone.

Camillo de Lelllis, nasce nel 1550 a Bucchianico, in provincia di Chieti. Le Fonti storiche sulla sua vita narrano che la madre, prima della nascita del bambino, ebbe un sogno premonitore: quello di una croce rossa. Questo la turbò, ma solo la storia identificò quel segno, con l'emblema che i Camilliani portano sul loro abito.

Dopo una vita trascorsa da militare, per una strana piaga alla gamba, Camillo lasciò le armi e cercò riparo nel convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo. Qui, ormai convertito al Padre, avrà la cella numero 5, la stessa che abitò San Pio da Pietrelcina, molti secoli dopo.

La piaga, però, che sembrava guarita si riaprì ed il santo, come sperava, non potè essere ammesso alla vita cappuccina, molto dura, come fratello laico.

Preso dalla tristezza, giunse a Roma, dove all'Ospedale di San Giacomo in Augusta, cercò la soluzione al suo male. Qui apprese la vita dentro ad un nosocomio del Millecinquecento e comprese che , forse, poteva fare qualcosa per quelle persone.

La Provvidenza scrive la storia, dove l'uomo non comprende. Divenne, dapprima, assistente poi infermiere e mano a mano fu attivissimo in quest'opera.

Non si allontanava mai dai malati. Tutti guardava e da tutti era voluto. Medicava, fasciava, cuciva. Quella forza che aveva messo nella vita militare, la impiegò, nella vita ospedaliera.

Ritornato sui banchi di scuola, all'età di 35 anni fu ordinato sacerdote e nel 1586 fondò un Ordine religioso, con lo scopo di assistere gli infermi.

I Ministri degli Infermi, ovvero i Camilliani, persero parte a quel rinnovamento che la vita ecclesiale stava sviluppando, nel sociale, con la nascita dei vari ordini di Chierici regolari che fiorirono in quel tempo.

Pieno di doni, ma di più di umiltà, spirò il 14 luglio 1614 contemplando il volto di quel Cristo che , tempo prima, apparendogli lo aveva incoraggiato a continuare quell'opera nei confronti dei fratelli più bisognosi.

Canonizzato nel 1746 da Papa Benedetto XIV, il suo nome è ricordato per il tanto Bene compiuto nel campo della sanità sia morale che materiale.

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