San Giuseppe Benedetto Labre: il vagabondo del buon Dio

Il santo visse poveramente predicando il vangelo con l'esempio e la coerenza di vita

La tomba di San Giuseppe Benedetto Labre
Foto: pubblico dominio
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Passeggiando per via dei Serpenti, a Roma, si incontra una lapide che ricorda il passaggio di un santo: Giuseppe Benedetto Labre.

La vita, alle volte, è strana e la santità passa per le pieghe di quel percorso che sfugge ad ogni umana considerazione.

Giuseppe Benedetto Labre nasce il 26 marzo 1748 ad Amettes, in Francia. Fin da piccolo il suo desiderio è quello di entrare in convento. Chiede diverse volte di essere parte di varie comunità di religiosi trappisti, ma non è ritenuto idoneo a quel genere di vita.

Con l'animo pieno di Dio decide di recarsi in Italia per visitare i grandi santuari chiedendo la grazia necessaria per coronare il proprio sogno.

A Chieri, però, comprende ciò che dovrà fare per vivere da autentico figlio di Dio: predicare il vangelo come un semplice vagabondo.

La sua è una vocazione rara ed originale nella storia della Chiesa e l'apostolato del Labre spicca per unicità e speciale santità.

La bisaccia sarà la sua casa e con un vangelo, un breviario e la Sacra Scrittura comincia a girare il paese. Vive poverissimo ma a tutti quelli che incontra dona inspiegabilmente qualcosa.

Terziario francescano e probabilmente appartenente anche a quello dell’Ordine Trinitario, conosce il valore della rinuncia nell'essenza della povertà. Vive felice e libero.

Chi lo conosce lo avvicina e si accorge che quell'uomo ha negli occhi il Paradiso. Non chiede nulla ed accetta solo un po' di cibo che divide con chi è più povero di lui.

Nobili, cardinali e gente di ogni ceto lo interroga chiedendogli consigli ed altro.

Nessuno è dimenticato nella preghiera del santo che tutti porta alle soglie del Paradiso.

Devotissimo alla Madonna è presente a tutte le Quarantore ed alle processioni in cui si ricordano i misteri della fede cattolica.

Del Labre si conserva un'unica immagine che un pittore volle realizzare chiedendogli di posare per un ritratto del Cristo. L'uomo accettò suo malgrado, solo in quanto chiesto in nome del suo unico e grande amore.

Raggiunta la fine, dopo aver vissuto molti anni per strada, a Roma viene accolto in casa di un macellaio che lo ospita vedendo spirare un autentico testimone del vangelo. E' il 16 aprile 1783 ed il santo ha appena compiuto i trentacinque anni di età.

I suoi funerali sono una apoteosi per il gran numero di persone venute a salutare il loro santo.

Il corpo di San Giuseppe Labre riposa nella chiesa di Santa Maria ai Monti, nella quale aspetta tutti coloro che bussano alla porta del suo cuore di fratello ed amico.

Viene canonizzato l'8 dicembre 1881, con la gioia di veder santo chi aveva passato indisturbato per le vie della città eterna portando a tutti la buona novella del Cristo.

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