San Michele Garicoits e l'esperienza missionaria

San Michele Garicoits
Foto: Wikipedia pubblico dominio
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Sabato 30 giugno nello spazio espositivo di Via del Corso a Roma, presso la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, si tiene la tavola rotonda dal titolo “Missione Centrafrica”, ad opera dei Padri del Sacro Cuore di Betharram. Lo scopo dell'incontro sarà quello di rendere nota l'attività evangelizzatrice e sociale della congregazione nel tessuto della realtà africana. Ciò avverrà tramite differenti interventi: testimonianze personali, una mostra fotografica missionaria ed un concerto.

La Congregazione dei Padri del Sacro Cuore di Betharram nasce in Francia nel 1835 ad opera di un sacerdote basco, Michele Garicoits, il cui scopo è stato quello di seguire il Cristo, formando una equipe di sacerdoti, pronti ad andare dove si fosse presentata un'effettiva necessità. Andare come campo volante, nell'espressione del padre fondatore, sta ad indicare proprio questo:essere disponibili all'annuncio del  kèrigma evangelico, anche se ciò vuol dire varcare l'Oceano.

Missione e disponibilità sono i binari sui quali si fonda la chiamata betharramita.

Tale intuizione nasce nel cuore del padre Garicoits in quanto è vissuto, in un periodo storico molto difficile come quello successivo alla Rivoluzione francese. Quest'atmosfera, fece comprendere al sacerdote basco le nuove necessità che la realtà del suo tempo, incontrava.  Questa fu una vera sfida di fede, apostolato e preghiera. Il suo progetto però fu tanto vasto che onde allargare il proprio operato, pensò anche alla vita missionaria inviando i primi religiosi in Argentina (1856). 

Qui l'apostolato betharramita si diversificò in varie attività educative, religiose e sociali. In modo particolare i buoni padri (com'erano chiamati questi religiosi), fondarono collegi con lo scopo di formare una generazione di persone, attente e responsabili, per la costruzione di una società migliore. Oltre a ciò diffusero il Vangelo, mediante l'amministrazione dei sacramenti, varie attività missionarie e tanto altro, pur di portare il messaggio del loro fondatore:l'amore del Sacro Cuore di Gesù per l'umanità. Così fu.

Le pagine di tale esperienza furono scritte, con il sacrificio e la preghiera di questi missionari, giunti da un Europa, molto differente per mentalità e stile di vita. Le prove non sono mancate.  Ma padre Garicoits, sempre sereno, seppe far fronte a tutto, con l'audacia del pioniere e la preghiera del santo. Ed oggi come ieri i suoi figli ne continuano la missione anche nel Centrafrica dove grazie a loro è arrivato il sorriso di San Michele.

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