San Michele Garicoits: mondo, missioni ed il Progetto Katiola

Il collegio San Giovanni M. Vianney a Katiola
Foto: www.betharram.it
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L'idea di fondo di San Michele Garicoits, quando fondò i betharramiti era quella di stabilire un contatto o un ponte fra la Chiesa e la società. Tale programma nasceva dalla constatazione delle difficoltà che attraversava la Francia, dopo la Rivoluzione francese.

Nelle Costituzioni della congregazione francese, si legge che i religiosi di Betharram devono essere un campo volante per l'annuncio del regno dei cieli. Con tale volontà, vivente il fondatore i primi religiosi lasciavano le coste della Francia, per fondare la prima casa in Argentina.

In questa terra, fondarono molte strutture, in modo particolare, dedite all'insegnamento ed all'opera di diffusione della fede. Le lettere che i primi missionari inviavano raccontavano il grande lavoro svolto, pur di portare il dolce sorriso della Vergine di Betharram, in quella terra.

Ma il mondo missionario betharramita ha aperto i suoi battenti anche in altre Nazioni, come ad esempio nello Yunnan (Cina) dove questi religiosi fecero un grande lavoro per propagare il messaggio cristiano.

Tale spiritualità ha infiammato ed incoraggia, tutt'ora, i molti figli di Michele Gricoits che nel mondo, si occupano di missione.

Per ricordarne alcuni è bello menzionare padre Attilio Trabucchi, missionario per molti anni in Argentina, originario della Lombardia, il quale si è speso in una provvida attività missionaria, oppure padre Fedele Bormetti, anch'esso missionario in Argentina e scomparso pochi anni, ancora in giovane età, in quel lontano 7 luglio 2003. Padre Fedele Bormetti, autentico figlio di San Michele si è confrontato con il mondo missionario, lasciandoci la testimonianza di un uomo franco e coraggioso che non ha esitato difronte alle necessità dei fratelli. Nel suo lavoro non si è scordato di guardare ai bisogni dell'uomo in tutta la sua complessità. La religione è sempre profetica :non può mai dimenticarsi della salvezza globale dell'uomo. Questa era una delle sue frasi che confermano non solo la bellezza della sua testimonianza ma anche del suo pensiero.

Questi sono solo alcuni dei nomi che hanno diffuso il messaggio del vangelo nel mondo, con lo spirito e la forza di San Michele. Ma tanti altri continuano in questo lavoro e le loro opere sono diffuse in molte parti del mondo. Ad esempio, da vari anni questi religiosi sono impegnati in Centrafrica e dal 2017 stanno realizzando il progetto Katiola 2018.

Questo rappresenta la possibilità di dare una scuola ai ragazzi della Costa d'Avorio e precisamente nel circondario di Katyola, avendo la possibilità di riaprire il Collegio San Giovanni Vianney, chiuso nel 1999.

Questo istituto era stato realizzato nel lontano 1936 e fungeva da seminario minore ma per molto tempo è rimasto chiuso. Vista tale situazione, il vescovo della diocesi Monsignor Ignace Bessi Dogbo, nel corso degli ultimi anni, ha pensato di riaprirlo ed ha affidato ai figli di San Michele la scuola, rivolta a tutti.

Dal settembre del 2017 questa ha aperto le porte ai primi ragazzi e ragazze.

Nei prossimi anni il progetto comprenderà anche la possibilità di allestire un'infermeria, presso il Collegio, per le persone che abitano in questo luogo, prive di un Ospedale civile, per le proprie necessità. Il lavoro fatto è stato molto impegnativo e vi è sempre bisogno visti i grandi lavori, però, questo è già un bel segno di solidarietà ed amore ai fratelli.

Ed è bello sapere che, in quella terra, sembra risentire le calde parole di Michele Garicoits, che risuonavano, un secolo fa, nella grandi aule del santuario di Betharram, che parlavano di amore e fratellanza.

 

Per maggiori informazioni:

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Viale Manzoni 8, Albavilla (CO)

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www.betharram.it

 

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