Santa Rosalia: preghiera, penitenza e meditazione

La santa visse in un eremo sul Monte Pellegrino che tutt'ora ricorda il proprio amore a Dio

Santa Rosalia
Foto: pubblico dominio
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Santa Rosalia è ricordata dalla liturgia per aver vissuto la propria fede con autenticità ed amore alle parole del vangelo. Le fonti storiche sulla sua vita narrano di come la santa salvò, con la propria intercessione a Dio, la città di Palermo dalla peste nel 1625 e di tanti altri prodigi.

Rosalia nasce nel 1130 a Palermo dalla nobile stirpe del conte Sinibaldo dei Sinibaldi, discendente dal re Carlo Magno. Vista l'epoca sono rarissime le informazioni sulla famiglia di appartenenza ad eccezione di quelle rinvenute dai biografi della santa.

Ragazza di notevole bontà cresce in un ambiente agiato alla corte del re Guglielmo I il Malo, ma i fasti della corte non le impediscono di amare Dio e le parole del vangelo che brillano nel suo cuore di vergine e donna. Fin da giovanissima è lodata per la grande bellezza e la luminosa fede.

Nel 1149, vista la grazia e la nobiltà dei modi, è nominata damigella d'onore della regina Margherita.

Divenuta adolescente è promessa in sposa al nobile Baldovino che salvò la vita del sovrano, ma la ragazza declinò l'invito scegliendo una vita di amore al Cristo.

In virtù di ciò, decide di tagliarsi i capelli e di darsi ad una vita ascetica fatta di preghiera, penitenza e meditazione delle realtà eterne. Molti tentano di convincere la giovane alle nozze, ma il suo amore per il Redentore supera ogni offerta e proposta.

Ritiratosi nel monastero del Santissimo Salvatore di Palermo, in questo luogo vive la propria clausura, fatta di silenzio e dolce ascolto della parola di Dio.

Non soddisfatta di ciò si ritira nell'eremo di Santo Stefano Quisquina, nel quale abita in una grotta.

Vista l'ascetica del tempo, la scelta di una vita eremitica era considerata come una delle massime forme di espressione della spiritualità e di una vocazione specifica, vissuta nell'adorazione e nella preghiera.

Nel luogo di proprietà paterna, che ospitò la santa è, tutt'ora, visibile un'epigrafe che ricorda l'eremo abitato dalla giovane. La preziosa incisione recita: “EGO ROSALIA SINIBALDI QUISQUINE ET ROSARUM DOMINI FILIA AMORE D/NI MEI JESU CRISTI IN HOC ANTRO HABITARI DECREVI”.

Dodici anni dopo, per intercessione della regina, si sposta sul Monte Pellegrino nel quale vive per circa otto anni una vita di austera penitenza ed ascolto della voce del Padre celeste.

Lo scrittore Johann Wolfgang von Goethe nel suo Diario visitando il luogo nel quale visse la santa annota: ”la grotta è stata lasciata intatta, ma poiché, dalle rocce stilla continuamente acqua, era necessario tenere il luogo asciutto. Lo si è fatto posando lungo gli spigoli delle rocce, delle grondaie di piombo collegate fra loro da vari raccordi; larghe in alto e strette in alto come cono, e tinte di un colore verde sporco, fanno apparire la grotta come tappezzata all’interno di grandi cactus. L’acqua viene immessa, parte lateralmente e parte da dietro, in un limpido bacino, al quale i fedeli attingono per combattere ogni male.” E' il 6 aprile 1787.

Santa Rosalia spira il 4 settembre 1170. Ha solo quarant'anni ma tutti spesi nella contemplazione delle parole del Cristo, ascoltate e vissute nel proprio cuore.

La devozione alla santa è documentata da moltissime testimonianze e scritti, come ad esempio il Codice di Costanza di Altavilla e da diverse raffigurazioni che la ritraggono con la veste di monaca basiliana.

Nel 1170 il Vescovo di Palermo la ascrive nel novero dei santi. Il Pontefice Urbano VIII, il 26 gennaio 1630, inserisce il nome di Santa Rosalia nel martirologio romano.

Il 15 luglio 1624 vengono ritrovate le ossa della santa ad opera di diversi fatti miracolosi che ne attestano la veridicità.

E' patrona della città di Palermo e di moltissime città della Sicilia.

La tradizione vuole che il 4 settembre si celebra il famoso pellegrinaggio al Monte Pellegrino, per lodare la santa che tanto amò in vita la sua fede ed il suo popolo.

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