Santa Sede, la settimana all’ONU: sviluppo sostenibile e condizione femminile

L'arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso l'ufficio ONU di New York
Foto: Holy See Mission UN - pagina Facebook ufficiale
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Continuano gli interventi della Santa Sede all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che sta analizzando gli obiettivi dell’agenda di sviluppo sostenible 2030. Nella settimana appena conclusa, le discussioni si sono concentrate sull’ “Avanzamento della condizione della donna” e sullo sviluppo sostenibile in generale. Entrambi gli interventi sono stati letti dall’arcivescovo Bernardito Auza, l’Osservatore Permanente della Santa Sede presso la sede ONU di New York.

Sul tema dell’avanzamento delle donne, la missione della Santa Sede ha sottolineato con Papa Francesco che le forme di discriminazione “stanno scomparendo” e che c’è “una crescente reciprocità tra famiglie”. Allo stesso tempo, la Santa Sede si è detta preoccupata della crescita di violenze contro le donne, sia fisiche, sessuali che domestiche. In particolare, l’arcivescovo Auza si è concentrato sulla “violenza domestica” che “fa della situazione famigliare un terreno fertile per risentimento e odio piuttosto che una scuola di socializzazione”.

La Santa Sede ha notato anche come la povertà riguardi soprattutto le donne e che le donne “sperimentano ristrettezze economiche sproporzionate a cause di ingiuste pratiche di occupazione, pagamenti minori per lo stesso carico di lavoro e mancanza di accesso al credito”.

Cosa fa la Santa Sede per le donne? C’è, per esempio, il lavoro dell’educazione per contrastare la pratica della mutilazione femminile in alcuni Paesi, nonché la battaglia contro il traffico di esseri umani, ha sottolineato l’Osservatore.

Per quanto riguarda i temi dello sviluppo sostenibile, la Santa Sede ha chiesto di “Porre la persona umana al centro” degli obiettivi di sviluppo, andando oltre i parametri “economici, sociali e ambientali”, perché “lo sviluppo umano integrale delle persone include dimensioni morali, spirituali e religiose”.

Parlare di sviluppo umano integrale “includerà un cambiamento di paradigma nel modo in cui è concepito lo sviluppo, mettendo la dignità di ogni persona e il bene comune al cuore della pianificazione e includendo specialmente i poveri come agenti attivi nello sviluppo”.

L’Osservatore ha notato che “i mercati sono importanti, ma l’etica è la chiave di una economia di mercato ben ordinata”, che può dare benefici per tutti. E per questo c’è bisogno di un lavoro che includa sia organismi di governo che organizzazioni private".

Allo stesso tempo, la Santa Sede si è detta preoccupata della crescita di violenze contro le donne, sia fisiche, sessuali che domestiche. In particolare, l’arcivescovo Auza si è concentrato sulla “violenza domestica” che “fa della situazione famigliare un terreno fertile per risentimento e odio piuttosto che una scuola di socializzazione”.

La Santa Sede ha notato anche come la povertà riguardi soprattutto le donne e che le donne “sperimentano ristrettezze economiche sproporzionate a cause di ingiuste pratiche di occupazione, pagamenti minori per lo stesso carico di lavoro e mancanza di accesso al credito”.

Cosa fa la Santa Sede per le donne? C’è, per esempio, il lavoro dell’educazione per contrastare la pratica della mutilazione femminile in alcuni Paesi, nonché la battaglia contro il traffico di esseri umani, ha sottolineato l’Osservatore.

Per quanto riguarda i temi dello sviluppo sostenibile, la Santa Sede ha chiesto di “Porre la persona umana al centro” degli obiettivi di sviluppo, andando oltre i parametri “economici, sociali e ambientali”, perché “lo sviluppo umano integrale delle persone include dimensioni morali, spirituali e religiose”.

Parlare di sviluppo umano integrale “includerà un cambiamento di paradigma nel modo in cui è concepito lo sviluppo, mettendo la dignità di ogni persona e il bene comune al cuore della pianificazione e includendo specialmente i poveri come agenti attivi nello sviluppo”.

L’Osservatore ha notato che “i mercati sono importanti, ma l’etica è la chiave di una economia di mercato ben ordinata”, che può dare benefici per tutti. E per questo c’è bisogno di un lavoro che includa sia organismi di governo che organizzazioni private. 

Il 13 ottobre, si è parlato di "Promozione e Protezione dei Diritti dei Bambini". Nel suo intervento, la Santa Sede ha messo in luce che dati recenti parlano di una straordinaria riduzione dei tassi globali di mortalità infantile e mortalità materna. I dati sottolineano anche che c'è sempre maggiore accesso ad acqua potabile ed educazione. Eppure - ha sottolineato l'arcivescovo Auza - "molto deve essere ancora fatto, perché ci sono 16 mila bambini che muoiono ogni giorno, mentre 50 milioni di bambini sono stati spostati dalle loro case come rifugiati, migranti o sfollati, e altri milioni si trovano in situazioni di conflitto, povertà, vulnerabilità ambientale o vittime del lavoro minorile o del traffico di esseri umani". Per la Santa Sede, è urgente collaborare per alleviare le sofferenze dei bambini che si trovano in queste situazioni. 

Infine, il 14 ottobre la Santa Sede è intervenuta anche sul tema della giursdizione universale. C'è una idea alla base che è quella di creare una giurisdizione valida oltre i confini degli Stati. La Santa Sede ha notato che se questa giurisdizione rispetta la sussidiarietà - ovvero, la possibilità degli Stati di legiferare su temi che riguardano la loro particolare sensibilità nazionale - allora può aiutare a servire il bene comune prevenendo casi di impunità in situazioni di serie violazioni dei diritti umani internazionali che non possono essere affrontate a livello di giurisdizione tradizionale. Ma - ha ammonito il nunzio - serve più chiarezza nel definire quando questa giurisdizione internazionale debba essere esercitata, e in che modo salvaguardare la sovranità dei sistemi legali internazionali di ciascuno Stato. 

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