Santa Teresa di Calcutta e la sua stanza al Celio: un luogo che sa di eternità

La Fondatrice delle Missionarie delle Carità visse in quella camera nel suo periodo di soggiorno a Roma

La camera di Madre Teresa
Foto: santalessandro.org
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Girando per Roma, guardando a sinistra della facciata della chiesa di San Gregorio al Celio, è visibile un cancello che varcato conduce alla casa delle Missionarie della Carità.

Le religiose, fondate da Madre Teresa di Calcutta (1910-1997), canonizzata da Papa Francesco, in questo luogo seminano il bene nella realtà che le circonda. In questa comunità è vissuta nei suoi periodi romani la religiosa che, con il suo sorriso, ha consacrato a Dio il suo mondo.

La casa riflette la semplicità e lo stile che la fondatrice ha voluto per le sue figlie. Qui tutto parla di umiltà, raccoglimento e preghiera. Ed entrando nel convento è possibile visitare la semplicissima stanza nella quale è vissuta Madre Teresa.

Un piccolo letto, una scrivania ed un armadio raccolgono le povere cose a lei appartenute. Sul muro è visibile un crocifisso, un quadretto raffigurante San Francesco ed un piccolo calendario, fermo al 1997, anno in cui morì la santa, che riporta un'immagine di Santa Teresa di Lisieux.

Questi santi rappresentano parte della vita spirituale di Madre Teresa:il suo amore per i piccoli ed i semplici, il suo slancio senza riserve nei confronti della Provvidenza, il suo farsi piccola per i fratelli, sono solo alcuni tratti di questa grande donna.

San Francesco, il santo che ha scoperto l'amore per i più poveri dei poveri, è un suo modello: i lebbrosi che risiedevano in quel lazzaretto, nella città di Assisi del Mille e Duecento, rappresentano quei stessi bisognosi che Madre Teresa, cercava per le strade dell'India e poi del mondo.

Tanta era la venerazione per il santo che, alla consegna del Premio Nobel per la pace, nel 1979, lesse la Preghiera semplice, ispirando il suo apostolato a questo gigante dell'amore a Cristo.

Altro grande punto di riferimento del suo esistere è stata la Santa di Lisieux. La madre, prendendo i voti presso la Congregazione religiosa delle Suore di Loreto, ne assunse il nome, indicandola come modello di vita claustrale. Era il 1937.

La petit Terese che ha affrontato la notte oscura, come la stessa Madre Teresa, è stata studiata ma di più amata da questa religiosa, che ha fatto della dolcezza della Mistica francese, il suo modo di essere per gli altri.

Questo luogo, piccolissimo per spazio e profondità, ha del mirabile: il nulla parla del Tutto. Di quello che l'uomo cerca, attende e non trova, se non in piccoli segni, come l'essere ed il fare di questa piccola suora macedone che ha portato il Regno dei cieli sulla terra, dichiarandosi una piccola matita nelle mani di Dio.

 

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