Sant’Edvige di Trzebnica, patrona dell’elezione di Giovanni Paolo II

Dziwisz celebra la Messa nel monastero di Trzebnica per la festa di sant'Edvige
Foto: Andrzej Winiarz
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Il 16 ottobre del 1978, mentre i cardinali chiusi nella Cappella Sistina stavano eleggendo il nuovo Vescovo di Roma dopo l’inaspettata morte di Giovanni Paolo I, in Polonia a Trzebnica, nei pressi di Wrocław (Breslavia) presso la tomba di sant’Edvige la folla di fedeli pregava, nel giorno della sua festa liturgica, per il conclave in corso. E proprio quel giorno fu eletto Giovanni Paolo II, il Papa venuto dalla Polonia.

Il Pontefice non si è mai scordato di questa significativa coincidenza. Ne ha parlato ai pellegrini della Slesia, regione dove visse la Santa, durante il suo primo viaggio in Polonia: “Desidero da Jasna Gora offrire un particolare voto al santuario di Santa Edvige in Trzebnica (il calice e il cero pasquale). E lo faccio per una ragione particolare. La Provvidenza Divina, nei suoi imperscrutabili disegni, ha scelto il giorno 16 ottobre del 1978 come giorno di svolta nella mia vita. Il 16 ottobre la Chiesa in Polonia festeggia Santa Edvige e perciò mi sento in particolare dovere di offrire oggi alla Chiesa in Polonia questo voto per la Santa che, oltre ad essere la patrona della riconciliazione per le nazioni confinanti, è anche la patrona del giorno della elezione del primo Polacco alla cattedra di Pietro” (Czestochowa, 5 giugno 1979).

Chi era sant’Edvige di Trzebinca che è meno conosciuta di sant’Edvige di Cracovia, regina della Polonia? E’ nata in Baviera nel 1174, figlia di Bertoldo IV, conte d’Andechs, e Agnese di Rochlitz. Ricevette una buona educazione nel monastero delle benedettine a Kitzingen dove studiava le Sacre Scritture, i Padri della Chiesa e il latino. Ma molto presto fu mandata a Wrocław (Breslavia) per sposare il principe polacco Enrico il Barbuto con cui ebbe sette figli. Dopo la morte del marito passò il resto della vita come monaca nel monastero cistercense da lei fondato a Trzebnica. Condusse una vita ascetica e fu la propagatrice della vita monastica. Nello stesso tempo si impegnava instancabilmente nelle opere di misericordia: fondò un ospizio presso la corte, un ospedale mobile, un ospedale per i lebbrosi, si prendeva cura dei carcerati, nelle sue proprietà faceva immagazzinare i prodotti alimentari che servivano ai bisognosi in caso di carestia o inondazioni.

Giovanni Paolo II ricordava spesso anche un ruolo particolare che nella storia non soltanto della Polonia svolse il figlio di Edvige: “Nella nostra memoria è particolarmente inciso l’avvenimento, il cui protagonista fu suo figlio, il principe Enrico il Pio. È stato lui ad opporre una valida resistenza all’invasione dei Tartari, invasione che nel 1241 passò attraverso la Polonia venendo dall’Est, dall’Asia, e arrestandosi soltanto in Slesia nei pressi di Legnica. Enrico il Pio cadde, è vero, sul campo di battaglia, ma i Tartari furono costretti a ritirarsi, e mai più arrivarono così vicini all’Ovest, con le loro scorrerie. Dietro l’eroico figlio stava sua madre, che gli infondeva coraggio e raccomandava a Cristo Crocifisso la battaglia di Legnica. Il suo cuore ha pagato con la morte del proprio figlio per la pace e la sicurezza delle terre a lei soggette, come anche di quelle confinanti e di tutta l’Europa dell’Ovest. Durante questi avvenimenti Edvige era già vedova, ed essendo vedova consacrò il resto della sua vita esclusivamente a Dio”.

Edvige morì nel 1243 in odore di santità e fu sepolta nel suo monastero, a Trzebnica. Il Papa Clemente IV la canonizzò soltanto 24 anni dopo la sua morte nel 1267: per secoli sant’Edvige di Trzebnica fu ritenuta una santa della misericordia.

Per celebrare il 750° anniversario della sua canonizzazione a Trzebinca dall’autunno dell’anno scorso si celebrava l’Anno di Sant’Edvige che si è concluso ufficialmente la domenica il 15 ottobre 2017. La santa Messa della chiusura è stata celebrata dal card. Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia, ex segretario di Giovanni Paolo II, che ha pronunciato anche l’omelia. Il cardinale ha sottolineato il ruolo di sant’Edvige come patrona della riconciliazione, della pace e dell'amore che "non esclude nessuno, supera le barriere e confini eretti dall'uomo". “Lei sta avvicinando tedeschi e polacchi e ricorda che sulla terra siamo tutti figli di un unico Dio, fratelli e sorelle” - ha spiegato il presule.

Il card. Dziwisz ha ricordato anche la scritta nel libro di commemorazione del santuario di Trzebnica lasciata dal cardinale tedesco Joachim Meisner: "Sant’Edvige, da co-fondatore dell'Europa cristiana, aiutaci a costruire una nuova Europa cristiana". "Questo è il compito che sta davanti a tutti noi, oggi", ha sottolineato il cardinale.

Dopo la Messa, diverse migliaia di fedeli hanno partecipato ad una solenne processione per le vie di Trzebnica con le reliquie della Santa che dal 1978 è anche la patrona dell’elezione di Giovanni Paolo II.

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