Sarah: "Il Papa darà coraggio agli africani"

La presentazione del libro "Dio o niente"
Foto: Angela Ambrogetti - Acistampa
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Ieri sera a Roma, nel complesso di Santa Maria dell’Anima, è stato presentato il libro del Cardinale Robert Sarah “Dio o niente”. Sono intervenuti il Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l’Economia, Monsignor Georg Ganswein, Prefetto della Casa Pontificia, e Monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Prima di iniziare la conferenza, il Cardinale Sarah – Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti – si è intrattenuto per rispondere alle domande di Acistampa.

Dio o niente. Perché questo titolo?

Perché dopo aver constatato che Dio sta sparendo dalla società, dalla cultura, dall’economia, nessuno si interessa a Dio io pensavo di dover testimoniare che Dio esiste, che Dio è la nostra vita senza lui siamo niente. Senza Dio l’uomo non sa dove sta, dove va e dunque è una testimonianza di fede. Senza Dio siamo perduti.

Eminenza come si può risvegliare nel mondo il bisogno di Dio?

Come cattolici dobbiamo testimoniare che Dio vive con noi, che la sua Parola è la nostra luce, il nostro cibo. Attraverso la nostra vita dobbiamo testimoniare l’importanza di Dio e che viviamo con Lui. Soprattutto noi sacerdoti perché siamo consacrati per testimoniare che è Lui la nostra ricchezza, il nostro presente, il nostro futuro. Non cerchiamo denaro, promozioni, cerchiamo Dio e la gente deve vederlo attraverso la nostra testimonianza per far tornare così Dio nella nostra società.

Il Papa venerdì partirà per l’Africa. Quale messaggio porterà al Continente?

E’ la prima volta di Papa Francesco in Africa. Penso che sarà una scoperta: la ricchezza dell’Africa. Gli ultimi Papi hanno apprezzato l’Africa. Benedetto XVI ha detto che l’Africa è il polmone spirituale dell’umanità. Paolo VI ha detto che l’Africa è il nuovo Continente di Cristo. Francesco scoprirà una fede viva, forse il suo messaggio sarà quello di incoraggiare gli africani a radicare la fede in Cristo. A non dimenticare che Cristo è la loro fede. Visiterà l’Uganda dove ci sono stati i primi martiri cristiani. Io spero che il suo messaggio rafforzi la fede, incoraggi anche a morire per la fede: ci sono tanti – in Egitto, in Nigeria – che muoiono per la fede. Io penso che la sua visita sarà un incoraggiamento per tutta l’Africa a restare fedele a Cristo.

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