Si chiude la fase diocesana per la causa di beatificazione del vescovo Gugliemo Giaquinta

Il fondatore del movimento Pro Sancitate sacerdote e vescovo nella Roma del dopoguerra

Guglielmo Giaquinta da giovane sacerdote
Foto: Pro Sanctitate
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Pro Sanctitate, la chiamata alla santità universale sembra avere in lui la realizzazione più piena. 

La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità e di segni del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, vescovo di Tivoli e fondatore dell’Opera Pro Sanctitate, si svolgerà venerdì 12 febbraio 2021 alle ore 12 nella Sala degli Imperatori costituita per il Tribunale nel Palazzo Apostolico Lateranense. 

Guglielmo Giaquinta, siciliano di origine, cresce a Roma dove sviluppa la sua vocazione sacerdotale  e dove fra le macerie materiali e morali del secondo conflitto mondiale, fa rinascere il desiderio di santità grazie ai suoi incarico anche in Vicariato.  Da vescovo a Tivoli nel post ’68 cerca la volontà di Dio al di sopra di ogni altra cosa. Il Vescovo Giaquinta parla continuamente di santità, di carità-servizio, di fraternità universale, non si stanca di proporre percorsi nuovi, non ha paura di prendere il largo nel mare del mondo. Per questo diventa un “fondatore” Iniziano infatti sotto la sua guida i primi incontri della Pro Sanctitate, mentre nel 1950 nascono le Oblate Apostoliche, consacrate in vita fraterna. È del 1957, poi, la prima Giornata della santificazione universale, il 2 febbraio 1960 arriva il riconoscimento ecclesiastico del movimento. Nel 1962 inizia l’attività dei Convegni sacerdotali e il gruppo degli Apostolici Sodales, ispirati alla spiritualità del Cenacolo. Un vero anticipatore del Concilio Vaticano II. 

Il percorso terreno di questo uomo di Dio si conclude a Roma, il 15 Giugno del 1994. Provato nel corpo da una lunga malattia, rinvigorito nel cuore dall’aver condiviso col suo Signore anche il trono del dolore, lascia questa terra circondato dall’affetto e dalla vicinanza dei suoi figli e delle sue figlie spirituali, ormai sparsi in tutto il mondo. Nelle opere da Lui fondate continua la Rivoluzione dell’Amore che lui ha sempre sognato.

La sua produzione letteraria e la sua predicazione di esercizi spirituali si intensifica negli anni ‘70: sono di questo periodo le sue opere più celebri, come L’amore è rivoluzione (1973), La rivolta dei samaritani (1977) e Il Cenacolo (1981).

Il rito – che verrà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma – sarà presieduto dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Sarà presente la postulatrice Marialuisa Pugliese. I membri del Tribunale diocesano di Roma presenti saranno: il delegato episcopale monsignor Francesco Maria Tasciotti; il promotore di giustizia don Giorgio Ciucci; il notaio attuario Marcello Terramani.

 

Ti potrebbe interessare