Sinodo, inizia la campagna mediatica

Il Papa lascia l' Aula alla fine delle prima giornata di lavoro del Sinodo accompagnato dal cardinale Parolin
Foto: Marco Mancini/ acistampa
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Seguire il lavoro del Sinodo per un giornalista è sfida continua. Non solo ci sono gli eventi ufficiali, gli appuntamenti nella Sala Stampa della Santa Sede o nell’ Aula dove la stampa è ammessa nei momenti di preghiera comune, ma poi ci sono le lunghe attese all’aeterno dell’Aula per vedere se qualche Padre ha voglia di parlare, rilasciare interviste o solo fare due chiacchiere.

E poi ci sono le conferenze stampa dei singoli gruppi nazionali. Son un po’ dovunque e, ovviamente in diverse lingue.

Lunedì sera, la prima sera dei lavori sinodali, i primi a presentarsi alla stampa nazionale sono stati i tedeschi. La delegazione ufficiale guidata dal cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising, dall’ arcivescovo Heiner Koch di Berlino e da Franz-Josepf Hermann Bode, Vescovo di Osnabrück,  affiancata anche da una coppia di uditori, si è presentata alla stampa dilingua tedesca ospite del Collegio Teutonico a pochi passi dall’ Aula dove si svolge il Sinodo.

É stato interessante ascoltare il cardinale Marx criticare la “fissazione mediatica” sulla questione dei divorziati risposati. “E’ un tema importante del Sinodo- ha detto il cardinale- ma non bisogna dimenticare le altre tematiche come i problemi dei  profughi, della povertà, di coloro che vogliono sposarsi ma non possono.”  Sul tema dei divorziati risposati civilmente però il cardinale si è pronunciato contro soluzioni generali. Marx ammette che le situazioni delle persone che si sono sposate di nuovo dopo una separazione sono troppo diverse. “Ci sono quelli colpevoli di abbandono, ci sono dissensi”. E quindi anche per Marx s deve valutare caso per caso“soprattutto quando non è più possibile tornare alla precedente situazione di vita senza nuova colpa”.

Le dichiarazioni sono interessanti soprattutto alla luce della relazione del cardinale Erdo di lunedì mattina, che ha messo in luce come nella Chiesa, in base alle risposte al questionario, ci sia una precisa idea di accoglienza e accompagnamento delle persone in questa situazione che porta alla confessione sacramentale e un impegno a non rimanere nella situazione di peccato.

Per ora i Padri sinodali hanno appena iniziato il loro lavoro e tre settimane sono lunghe, ma sembra chiaro per ora che, come ormai troppo spesso avviene, ci siano due sinodi paralleli, uno dentro e uno fuori l’aula.

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