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Stazioni quaresimali, da San Sisto vecchio ai Santi Nereo e Achilleo

Sotto lo sguardo di san Domenico e San Filippo Neri

Santi Nereo e Achilleo | Santi Nereo e Achilleo | PD Santi Nereo e Achilleo | Santi Nereo e Achilleo | PD

La sosta stazionale di oggi è nella chiesetta dedicata ai Santi Nereo e Achilleo a Caracalla.

La chiesa sostituisce la stazione storica di San Sisto vecchio, che è proprio di fronte. Ma San Sisto non è praticabile a causa del crollo del tetto.

Quest’anno si ricorda la consacrazione delle prime monache claustrali consacrate da san Domenico il 28 febbraio del 1221. Quel primo nucleo monastico risiedette per 354 anni nel Monastero di S. Sisto Vecchio, all'inizio dell'Appia Antica, considerato come il Proto-Monastero Italiano, la cui Regola divenne comune agli altri monasteri fondati in ogni Continente; nel 1575 le religiose domenicane si trasferirono nel Monastero dei SS. Domenico e Sisto sul colle Quirinale, prima di spostarsi a Monte Mario nel 1931.

Secondo la tradizione Papa Sisto II avrebbe incontrato san Lorenzo proprio presso questa chiesa che gli avesse predetto il martirio che avvenne tre giorni dopo. 

Da quando San Sisto è chiusa la liturgia si svolge nella chiesa subito di fronte. 

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La chiesa dei santi Nereo e Achilleo  viene tenuta aperta solo alcune volte alla settimana, per cui ci vuole un po’ di fortuna per vedere il suo interno. Quello che il visitatore fortunato vedrà è la chiesa così come è stata sistemata e decorata all’inizio del Seicento dal cardinale Cesare Baronio, grande storico della chiesa, protagonista della riscoperta della Chiesa antica, e allievo di San Filippo Neri. Baronio era cardinale titolare della chiesa, che ancora oggi è affidata agli Oratoriani, cioè alla congregazione fondata da San Filippo, che ha la sua sede invece nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, anche detta “Chiesa Nuova”.

Oggi è una “location” molto popolare per matrimoni, perché di giorno la zona è bellissima e la chiesa è circondata dal verde e dai monumenti antichi. La notte pare che la zona sia meno accogliente, e la foresteria degli Oratoriani, annessa alla chiesa, rimane vuota da anni. Gli ospiti dei seguaci di San Filippo preferiscono pernottare altrove…

Il pellegrinaggio prosegue domani a San Cosma e Damiano alle 18.00