Stazioni quaresimali, Santa Prisca all' Aventino

I poveri e lo sport al centro delle attività parrocchiali nonostante la pandemia

L'interno di Santa Prisca
Foto: Wikipedia
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Martedì della Settimana Santa si arriva con il pellegrinaggio stazionale a Santa Prisca all’ Aventino. La parrocchia viene menzionata per la prima volta nel Sinodo romano del 499, ma è solo intorno al 1100 che viene costruita una basilica tradizionale.

Secondo la tradizione fu un tempo la casa della Santa titolare abitata anche da Aquila e da Prisco, i due coniugi che ospitarono Pietro ed esposero la loro vita per salvare Paolo, quando era nel porto efesino in oriente. 

Al di sotto della chiesa c’è un mitreo situato ad est della cripta, oltre le fondamenta dell'abside. E' orientato verso est, cioè verso il punto dove sorge il sole, dove è situato l’altare.

Ma il vero punto forte della vita della parrocchia è la Festa dei Poveri. Quest’anno per la pandemia purtroppo non c’è stata una festa ma la parrocchia ha organizzato dei sostegni per i più soli e bisognosi. 

Particolarmente interessante il bollettino parrocchiale, disponibile anche on line, ricco di storie e indicazioni utili per la vita pastorale.

Negli anni passati c’è stata anche una fiorente attività sportiva con le Menneadi, una serie di gare di atletica, nate in occasione della ricorrenza della scomparsa di Pietro Mennea. La Parrocchia di S. Prisca, in collaborazione con la Fidal organizza questa manifestazione amatoriale non competitiva ad iscrizione libera aperta a bambini/e ragazzi/e dai 5 ai 13 anni che si pone come obbiettivo di aggregare ed avvicinare i bambini ai valori autentici dello sport nel ricordo di un grande campione dell’atletica e nella vita. Anche questa iniziativa quest’anno è stata purtroppo annullata. 

A curare la vita di Santa Prisca sono gli agostiniani.

Domani di arriva a Santa Maria Maggiore alle 17.30 

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