Suor Mainetti, una piccola donna tenace ricorda chi l'ha intervistata nel 1993

Un video intervista che svela lo stile umano della suora dichiarata martire

Suor Maria Laura con i suoi giovani nel 1997 alla GMG di Parigi
Foto: www.figliedellacroce.it
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Una donna tenace, vicina a chi ha più bisogno e lo si “legge” bene ascoltando una intervista video del 1993 pubblicata in questi giorni. Parliamo di sr. Maria Laura Mainetti, uccisa a Chiavenna venti anni fa. Pochi giorni fa papa Francesco ha dato il via libera al decreto che definisce la sua uccisione in “odio alla fede”. 

Tutti ricordano ancora il suono della sua voce e il suo modo pacato, ma fermo, di esprimersi, ricorda “Il Settimanale” della diocesi di Como che in questi giorni ha pubblicato sul proprio sito un’intervista alla suora risalente al 1993). L’intervista è del giornalista Marco Sartori che l’ha pubblicata sul suo profilo Facebook.

“Consultando i mei archivi – ha scritto Sartori - ho trovato un intervento di suor Maria Laura Mainetti datato 1993. Lo ripropongo per rinverdire l’immagine di suor Maria Laura che nel corso degli ultimi vent’anni si è affievolita nella nostra mente”.

Suor Maria Laura, scrive -  è “una piccola donna tenace, che ha scelto di vivere la vita consacrata per essere più vicina al prossimo. Innamorata della preghiera, con una visione concreta dei bisogni dei giovani tanto da dare per loro la propria vita”.

Nell’intervista, realizzata allora per la Tv Mera, la suora ricorda la nascita, in Francia, della Congregazione delle Figlie della Croce, i fondatori – il  sacerdote francese André-Hubert Fournet e la nobildonna Jeanne-Elisabeth Bichier des Ages - e la situazione della scuola elementare paritaria che in quel momento  era l’ unica in tutto il territorio e viveva una crisi che poi l’ha portata, quattro anni dopo, nel 1997, alla chiusura. Venne riaperta nel 2001 grazie a una cooperativa di famiglie.

“Non fu semplice – confida al giornale della diocesi Sartori – realizzare quell’intervista: suor Maria Laura mi mise quasi alla prova, facendomi recapitare a casa due borse di libri che raccontavano della sua congregazione religiosa e dell’impegno educativo delle suore. Mi concesse l’intervista solo dopo che ebbi compreso quale fosse il carisma delle Figlie della Croce. E oltre a quanto si vede nel girato, ci fu una bella chiacchierata con tutte le religiose della comunità, che mi raccontarono della loro vocazione e i tratti salienti della loro vita. Potei ascoltare anche la suora che fu mia insegnante all’asilo e io, quando realizzai l’intervista, avevo già cinquant’anni. Da quell’occasione si creò poi un bel rapporto di stima e confidenza con suor Maria Laura”.

Il popolo di Dio ha un “fiuto speciale”  per “riconoscere immediatamente i grandi  amici di Dio, persone semplici e umili, trasfigurati, però, dalla grazia di Dio. Essi sorpassano i tempi e scavalcano le stagioni. La loro memoria diventa una benedizione che trasforma quanti la ricevono. Il giudizio di santità che porterà molto presto la Chiesa a riconoscere suor Laura tra i beati, non sarà che la conferma ufficiale di quanto il santo popolo di Dio ha intuìto con larga chiaroveggenza”, ha detto il  vescovo di Como, Oscar Cantoni, il 6 giugno scorso, nel XX° anniversario dell’uccisione della religiosa delle Figlie della Croce di Chiavenna avvenuta dalle mani di tre giovani ragazze che l’hanno fatta cadere in in tranello. Conoscendo la sua missione dedicata ai chi aveva più bisogno una delle ragazze, la più piccola di 15 anni, telefona al convento chiedendo di sr. Laura e dandogli un appuntamento dopo avergli raccontato di essere rimasta incinta dopo uno stupro e di voler abortire. All’appuntamento la religiosa trova le giovani che la massacrano con 19 coltellate  mentre la religiosa, in ginocchio, li perdonava: “Eccomi, Signore, perdonale”.

Per tutti a Chiavenna, e non solo, è santa almeno da due decenni.  La sua uccisione ha lasciato una traccia profonda nella coscienza collettiva.

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