Svezia, atti vandalici in parrocchia, "come si volesse creare un eterno Venerdi Santo"

Il parrocco di Cristo Re, Tobias Unnerstål, sembra fatto con rabbia contro di noi

L'altare vandalizzato
Foto: Diocesi di Stoccolma
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Un vero shock per il parroco della chiesa cattolica di Cristo Re a Göteborg  in Svezia  Tobias Unnerstål  che ha trovato tutto sottosopra venerdì scorso poco dopo pranzo: Qualcuno è entrato e ha buttato per terra tutto quello che era sull’altare, anche la, sedia su cui di solito siede il sacerdote è stata ribaltata e sono stati gettati per terra i libri dei canti.

Unnerstål pensa ad una un'esplosione di rabbia “una rabbia nei nostri confronti soprattutto perché tutto quello che era sull'altare è stato buttato giù”.

La polizia è stata chiamata in chiesa ed è stata fatta una denuncia di vandalismo. Ma la chiesa non ha ricevuto minacce o lettere secondo quanto riferisce la polizia svedese. Qualcuno ricorda alcune persone entrare in chiesa ma non si può essere ancora certi degli autori del fatto.

 All'interno della chiesa è stata vandalizzata anche una cappella, luogo di commemorazione di coloro che sono morti durante l’anno.

E’ un atto completamente irrispettoso, dice Tobias Unnerstål, sconvolto: “Mi chiedo se il colpevole sappia molto del simbolismo cristiano. Perché quello che è stato fatto è molto specifico”. Il vandalismo è spesso associato a bande giovanili e il parroco non esclude che anche in questo caso possa essere stato così, “ma penso che i giovani lo farebbero in modo diverso”, dice. Ciò che gli fa credere che l'autore del reato sia esperto nel simbolismo cristiano è che la distruzione sembra intenzionale.

Il pulpito usato dal sacerdote è stato gettato fuori dal presbiterio e l'altare completamente spogliato “È come se volessi creare un eterno Venerdì Santo, la cosa peggiore che si possa immaginare per un credente”.

La vita della parrocchia prosegue e le attività continuano come pianificato spiega il parroco e non si pensa a chiudere a chiave il cancello della chiesa nei giorni feriali. Tuttavia, Tobias Unnerstål ha esortato i parrocchiani a venire in chiesa durante le settimane a pregare. Il rischio di nuovi

attacchi diminuisce quando ci sono persone in chiesa. “Ho ricevuto molte telefonate, e-mail e sms dopo questo. - ha detto il parroco- Ciò che mi ha reso particolarmente felice è stato che così tanti si prendono cura anche dell'autore e dicono che pregano anche per quella persona. Non ho visto nessun voglia di vendetta”.

Il cardinale Anders Arborelius ha accolto la notizia “con dolore e sgomento”, si legge sul sito della Chiesa cattolica in Svezia, e prega “per la comunità in questo momento difficile”.

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