Tensione tra le Chiese ortodosse. Mosca chiede il rinvio del Concilio panortodosso

Il Patriarca Ecumenico Bartolomeo
Foto: N. Manginas - Ecumenical Patriarchate
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Acque agitate in vista deI grande Concilio panortodosso che si aprirà a Creta il prossimo 19 giugno. Le tensione tra le Chiese sorelle autocefale a pochi giorni dal via non accenna a diminuire e dopo le defezioni annunciate delle delegazioni di Bulgaria, Georgia e Antiochia ieri è arrivata la presa di posizione della Chiesa Ortodossa di Mosca - la più cospicua per numero di fedeli - che chiede formalmente il rinvio dell’assise.

“La sola soluzione possibile è di proseguire il lavoro di preparazione del Santo e Grande Concilio e pervenire ad un accordo tra l’insieme delle Chiese ortodosse sulla sua tenuta ad altra data. In caso in cui questa proposta non sia accettata dalla Santa Chiesa di Costantinopoli o in cui il Concilio di Creta, nonostante l’assenza di accordo di numerose Chiese ortodosse locali, sia convocato lo stesso” il Patriarcato di Mosca “con profondo dispiacere” non parteciperà ai lavori del Concilio.

Dalla Russia il metropolita Hilarion, capo del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarca di Mosca, precisa: “Tutte le Chiese devono partecipare al Concilio panortodosso e solo in questo caso le decisioni prese dal Concilio potranno essere legittime”.

Mosca quindi si schiera con le altre Chiese “ribelli”: il Concilio non potrà tenersi - sostiene Kirill - perché non tutte le questioni sul tappeto sono state risolte nei documenti preparatori. Restano divisioni su molti temi, dalle questioni di giurisdizione tra le Chiese locali a partire da quelle di Antiochia e Gerusalemme ai rapporti tra l’Ortodossia e le altre Chiese cristiane, un tema questo che vede sulle barricate la Chiesa ortodossa georgiana. Contrari al Concilio e soprattutto alla sua impostazione anche i monaci del Monte Athos.

Al momento il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli conferma che il Concilio si terrà a Creta nelle date stabilite (19-27 giugno). Ma con il passare delle ore le defezioni potrebbero aumentare tanto da far naufragare l’assise. Il Patriarca Bartolomeo - primus inter pares- tenterà nelle prossime ore di sbrogliare la matassa, ma il tempo stringe e le tensioni al momento non accennano a diminuire.

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